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Riso, preoccupano i numeri delle importazioni: tavolo al Masaf
di Fabiana Mascolino

Sostegno all’innovazione, il rafforzamento delle infrastrutture idriche e l’intensificazione dei controlli lungo la filiera da parte dell’ICQRF. Sono questi alcuni dei temi centrali del Tavolo nazionale del Riso svolto ieri al Masaf. 

Nelle settimane precedenti le associazioni di categoria avevano lanciato l’allarme. La crisi delle aziende agricole italiane, soprattutto a causa del crollo delle quotazioni del risone, provocato dal boom delle importazioni di riso straniero,+20%, rischia di mettere in ginocchio il comparto, già schiacciato dall’aumento dei costi di produzione e dagli effetti della siccità.

Preoccupano i numeri delle importazioni

La campagna commerciale 2025-2026, non ancora conclusa, ha visto arrivare in Italia oltre 190 milioni di chili di riso straniero, con quattro confezioni importate su cinque provenienti dall’Asia, alimentando un eccesso di offerta che ha fatto precipitare di oltre il 50% i prezzi riconosciuti ai produttori italiani proprio mentre le campagne devono fare i conti con caldo e scarsità d’acqua, con perdite produttive che in alcune aree potrebbero superare il 30%.

Una situazione ulteriormente aggravata dalle scelte commerciali dell’Unione europea che negli anni hanno favorito l’ingresso di prodotto ottenuto con regole ambientali, sanitarie e sociali profondamente diverse da quelle richieste agli agricoltori italiani. A preoccupare è anche il negoziato per l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Thailandia, che rischia di aprire ulteriormente il mercato comunitario a uno dei maggiori esportatori mondiali di riso, con effetti pesanti sulla competitività della produzione nazionale.

Le richieste di Coldiretti

Coldiretti ha richiesto un bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà, rafforzando al tempo stesso il reddito dei produttori, controlli più severi per certificare l’origine e impedire truffe ai cittadini, anche con strumenti innovativi come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica, un fondo dedicato ai contratti di filiera nell’ambito del Fondo Sovranità alimentare.

Il pacchetto deve prevedere anche: risorse regionali per sostenere le imprese; stop alle importazioni selvagge con l’applicazione del principio di reciprocità negli accordi commerciali con i Paesi extra Ue; un piano nazionale degli invasi per affrontare le emergenze idriche; investimenti nella ricerca e nelle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) e il rafforzamento del sostegno al riso nella futura Pac, premiando le aziende che investono in qualità, innovazione e sostenibilità.

Lollobrigida: “Siamo i primi produttori in Europa”

“Un grande lavoro comune sinergico per difendere le nostre produzioni, per svilupparle, per creare campagne che possano incentivare il consumo interno dei nostri prodotti straordinari come quello proveniente dalla risicoltura. Noi siamo i primi produttori in Europa. Siamo leader mondiali nella qualità su questo eccezionale prodotto, che ovviamente ha bisogno di essere curato anche con un’infrastruttura idonea a garantirgli acqua, per esempio, che è uno degli elementi strategici nella produzione del riso, abbattere i costi energetici dei fertilizzanti“. Ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, aprendo il Tavolo nazionale del Riso.

“Sono tanti – ha sottolineato il ministro – gli interventi di natura finanziaria, economica e progettuale che abbiamo messo in campo e insieme al mondo associativo stiamo raggiungendo risultati brillanti. Abbiamo già inserito nella legge di bilancio alcune novità per aiutare molti settori in sofferenza momentanea rispetto, ad esempio, alle annualità passate, in particolare con il Fondo per la sovranità alimentare. Ragioniamo su misure che possano riconoscere le difficoltà affrontate dagli agricoltori colpiti da scarsità idrica. Parallelamente, abbiamo previsto altri interventi che consentano di sviluppare contratti di filiera di lungo periodo, mettendo i nostri agricoltori nelle condizioni di operare con maggiore sicurezza e il mondo industriale di contare su approvvigionamenti certi, a costi standardizzati“.

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