“I bandi per avere le risorse dell’Unione Europea non sono un esercizio burocratico, ma lo strumento con cui le aziende vogliono investire. Per questo attaccare il bando della PSP SRD01 (Piano Strategico della Pac), che permette miglioramenti fondiari e la creazione di infrastrutture aziendali produttive, significa rallentare il lavoro quotidiano che le imprese agricole siciliane stanno facendo per restare competitive, innovare e tenere vivi i territori“. Ha dichiarato Coldiretti Sicilia sul caso del bando SRD01 che in queste settimane ha acceso l’opinione pubblica e la politica siciliana. Il tema verrà sottoposto anche all’attenzione dell’Ars, che martedì 9 giugno discuterà a Sala d’Ercole una mozione, presentata dal Partito Democratico.
Tra gli strumenti principali che negli ultimi anni hanno sostenuto lo sviluppo del comparto agricolo siciliano, la Politica agricola comune rappresenta un pilastro essenziale. Gestita e finanziata a livello europeo con risorse del bilancio dell’Ue, la Pac 2023-2027 ha destinato circa 1,47 miliardi di euro all’Isola, con gli obiettivi di garantire un reddito equo agli agricoltori, favorire la transizione ecologica e stimolare il ricambio generazionale. Secondo i numeri e i dati forniti da Agea, l’organismo pagatore del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, la Sicilia si piazza nei primi posti, tra le Regioni, per volumi più alti di erogazione. L’intervento, per un complessivo di 100 milioni di euro, riguarda gli investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole, finalizzato a potenziare la competitività sui mercati delle aziende agricole e accrescere la redditività, migliorandone le performance climatico-ambientali. La tipologia di investimenti ammessi riguardano l’acquisto di terreni e fabbricati, i miglioramenti fondiari e infrastrutture aziendali, fabbricati e strutture produttive, macchinari e attrezzature, efficienza energetica, gestione risorse idriche, spese generali. L’aliquota di sostegno è il 65% per tutte le aziende agricole comprese quelle ubicate nelle zone svantaggiate e l’80% per giovani agricoltori di età compresa tra i 18 e 41 anni insediatisi come “capo azienda” nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda (CLICCA QUI).
“Va richiesto un nuovo bando con investimenti di ulteriori risorse. La Sicilia ha bisogno di spendere bene e in fretta le risorse europee – ribadisce Coldiretti Sicilia – perché dietro ogni progetto ci sono occupazione, reddito e futuro, il tutto in un contesto in cui la burocrazia continua ad essere il nemico da sconfiggere: le autorizzazioni comunali devono essere veloci, devono rispondere alle esigenze degli imprenditori. Un altro bando – conclude Coldiretti Sicilia – potrebbe rappresentare un rafforzamento per chi è in attesa delle necessarie autorizzazioni o di altri documenti per concludere l’iter. La soluzione che avanziamo, per chi invece ha necessità di ultimare l’iter burocratico per via di motivi tecnici indipendenti dalla volontà, è quella di definire un ulteriore breve lasso di tempo“.





