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Viaggio nelle filiere siciliane tra ambizioni, rilancio e voglia di cambiamento

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(di Giuseppe Bianca) Un viaggio nelle dieci filiere agroalimentari siciliane più importanti e di rilievo per sviluppare, attraverso l’analisi, il potenziamento di un ambizioso progetto di rilancio che non deve solo lambire l’universo produttivo, ma affiancare solidi risultati da consolidare nel settore dell’agricoltura siciliana.

Il valore complessivo della produzione agricola in Sicilia nell’anno 2015 è stato di 4 miliardi e 685 milioni di euro con elevati standard per quanto riguarda le produzioni biologiche ed integrate.

Il Consorzio di ricerca Coreras in un volume a cura di Gianfranco Badami, Maurilio Caracci e Dario Costanzo articola così una stesura d’insieme, ma anche di dettaglio, degli aspetti relativi alle filiere vitivinicole, olivicola e olearia, agrumicola, cerealicola, orticola, della frutta fresca, delle carni rosse e ovicaprina.

Sono quasi 70 i prodotti agroalimentari a marchio comunitario (Dop/Igp), mentre dalla Sicilia arriva il 50% della produzione nazionale di agrumi. Rimane da superare il limite di un’offerta spesso frammentata, con le piccole aziende che incidono molto nella composizione del panorama frastagliato delle imprese di settore.

Il marchio “Qualità sicura” garantito dalla Regione Siciliana consentirà di estendere la certificazione di qualità anche ad altri settori dell’agroalimentare siciliano come il comparto ittico e  quello delle carni.

Risultati positivi si registrano anche per tutti i più importanti oli di origine certificata, con incrementi di prezzo che spaziano da +5% dell’Igp Toscano a +108% della Dop Garda, che ha così raggiunto la quotazione record di circa 20 euro/Kg in media annua. Resta piuttosto ampia la forchetta di prezzo entro cui si collocano gli oli con indicazione di origine, che spaziano da poco più di 5 euro/Kg delle Dop Terre di Bari e Dauno ai 20 euro/Kg delle Dop Garda, Veneto e Brisighella (Ismea).

La Sicilia, come si legge nel rapporto, assorbe oltre 26 milioni di giornate lavorative in agricoltura, collocandosi  al secondo posto dopo la Puglia, testimoniando l’importanza del settore nel panorama economico complessivo della regione.

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