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Resta a Marsala il corso di laurea in viticoltura ed enologia. Scongiurato lo sfratto

enologia

(di Angela Sciortino) Avrebbe dovuto lasciare liberi i locali entro il 31 agosto. Sgombrando aule e laboratori e spostando il Corso di laurea in Viticoltura e Enologia da Marsala a chissà dove, magari a Palermo. Privando però in questo modo gli studenti, molti della provincia di Trapani, la più vitata d’Italia, della possibilità di testare facilmente nelle aziende vitivinicole (che a Marsala sono numerose) quanto imparato sui banchi dell’Università.

Perché? L’edificio di via Dante Alighieri di proprietà del Libero Consorzio Comunale di Trapani (la ex Provincia Regionale), tre piani dove si trovano laboratori, aule per lezioni, un’aula magna e uffici della presidenza, e dove convivono l’Alberghiero e il Professionale per l’Agricoltura che si trova a Strasatti, appartiene alla ex Provincia Regionale che, con l’obiettivo di tagliare i costi degli affitti, è alla ricerca di spazio per gli alunni di alcune classi del Liceo Classico attualmente in altri locali privati.

Sembra però che l’Università di Palermo possa restare nell’edificio e di cui dispone dal 2006 sulla base di un contratto di comodato d’uso gratuito trentennale che, a differenza di un normale contratto di affitto, prevede che l’ente proprietario possa richiedere di rientrare in possesso dell’immobile quando vuole, lo ha fatto con un semplice preavviso.

La soluzione arriva dal sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo e dalla sua amministrazione: un comodato d’uso per 19 anni della scuola di Pastorella di proprietà del Comune (i cui alunni verrebbero spostati in un’altra scuola) a favore del Libero Consorzio. Ma ad una importante e irrinunciabile condizione: il corso universitario di Enologia deve restare a Marsala, alle  attuali condizioni.

La proposta per essere ufficialmente accettata deve essere corredata dei documenti per la sicurezza dell’edificio destinato a scuola. Che non sarà difficile avere visto che, come afferma il sindaco, «la scuola è a posto, fino a giugno i nostri alunni l’hanno frequentata e se non ci fosse stato questo cambiamento, a settembre sarebbero andati nuovamente lì».