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Psr, misura 4.1 ferma al palo. Per i decreti d’impegno bisogna aspettare l’esito dei ricorsi al Tar

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(di Angela Sciortino) Sulla misura 4.1 sono stati presentati un bel po’ di ricorsi e ci vorrà ancora tempo perché le imprese in graduatoria utile possano ricevere il decreto d’impegno. «Fra poco però – osservano i tecnici che hanno elaborato i progetti e seguito passo passo le aziende nella preparazione di tutti i documenti necessari – scadono le autorizzazioni necessarie a dimostrare la cantierabilità dei progetti». Il che significa altri oneri a carico delle aziende che devono chiedere la proroga (se è consentita dalla legge) o l’avvio dei lavori, anche senza la certezza del finanziamento e la possibilità di accedere alle anticipazioni bancarie».

Il bando della misura 4.1 ha mostrato tutti i suoi limiti molto tempo fa. Prima le contestazioni su attribuzioni di punteggio quanto meno discutibili al punto che in tanti avevano chiesto l’annullamento del bando. Poi le continue richieste di chiarimenti (sul sito del Psr a tal proposito sono state postate ben 190 Faq). Per continuare con i consueti rinvii motivati dal pessimo funzionamento della piattaforma informatica (ça va sans dire quella di Agea). A seguire i ricorsi presentati al Tar dagli esclusi dalla graduatoria che hanno chiesto il riconteggio del punteggio attribuito per potere rientrare in pista.

L’unico strumento disponibile per le aziende agricole siciliane che intendono migliorare produzioni e performance economiche è dunque fermo ancora al palo. A oltre un anno dalla pubblicazione della graduatoria provvisoria non c’è ancora l’ombra di un decreto d’impegno. Il motivo? «Dobbiamo aspettare che si esprima il Tar a cui si sono rivolti molti imprenditori», spiega Carmelo Frittita, dirigente generale del Dipartimento Agricoltura. Il che significa che, per licenziare tutto il blocco dei decreti di impegno, si dovrà aspettare anche fino all’inizio dell’estate, data in cui si sa già che il Tribunale Amministrativo Regionale esprimerà il giudizio di merito sui ricorsi accolti. «Nel frattempo – assicura Frittitta – verranno firmati tutti i decreti relativi alle imprese che si trovano in una posizione della graduatoria che non potrà essere modificata dalle sentenze sui ricorsi al Tar». 

Perché il primo decreto d’impegno possa “vedere la luce”  bisognerà aspettare ancora qualche settimana: il tempo necessario perché gli ultimi ricorsi vengano esaminati e su questi il Tar possa esprimersi accogliendoli o respingendoli.

«Solo dopo questa fase – continua Frittitta – avremo un quadro più chiaro di come, in linea di massima, potrebbe modificarsi la graduatoria. Sulla base di questo si deciderà fino a che punto della graduatoria stessa si potrà procedere con la firma dei decreti d’impegno».

Secondo la graduatoria del bando 4.1 del Psr 2014-2020, su oltre 2500 domande, solo 616 sono state ammesse. Di queste solo le prime cento verranno finanziate. Con i loro progetti – in media da 1,6 milioni di euro – esauriranno la dotazione finanziaria del bando che è di cento milioni di euro.

Molto in bilico, dunque, le posizioni delle aziende che si sono collocate nelle ultime posizioni. Per queste, se dovessero uscire dall’elenco, nessuna speranza di ripescaggio. Il dirigente generale a tal proposito è chiarissimo e gela tutti: «Non è previsto lo scorrimento della graduatoria». Nel frattempo, però, non c’è l’ombra di un nuovo bando che metta in gioco le risorse lasciate in eredità all’assessore Bandiera dal suo precedessore Cracolici.