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Psr 2014-2020, graduatorie definitive da rivedere con il soccorso istruttorio

soccorso istruttorio

(di Angela Sciortino) Arriva il soccorso istruttorio per molti degli esclusi dalle graduatorie provvisorie del Psr 2014-2020. Nel decreto a firma del dirigente generale Dario Cartabellotta pubblicato sul sito del Psr Sicilia 2014-2020 lo scorso 30 maggio, si avvisa che c’è tempo fino al 29 giugno per presentare l’istanza di riesame finalizzata alla revisione delle posizioni in graduatorie definitive relative di alcune sottomisure e operazioni.

Si tratta della 1.1 (formazione professionale), la 6.1 (giovani), 6.2 (attività extra-agricole), la 6.4.a (agriturismo in de minimis), 7.2 e 7.5 (entrambe relative alle infrastrutture nei villaggi rurali), 16.3 (condivisione di impianti e risorse) e 16.4 (farmers market e simili). 

Tra queste c’è la famigerata 6.1, la sottomisura da 65 milioni di euro destinata ai giovani imprenditori. Messa a bando a fine maggio del 2017, la graduatoria “definitiva” è stata pubblicata il 2 maggio scorso a distanza di parecchi mesi da quella provvisoria (che era stata pubblicata il 13 dicembre 2018). Pertanto, così come avevamo già anticipato qualche giorno fa, per la firma dei primi decreti destinati ai giovani bisognerà aspettare la fine dell’estate. Una volta ricevute le istanze di riesame gli uffici dovranno verificarle, assegnare i punteggi ricalcolati e stilare la nuova graduatoria che potrebbe risultare fortemente stravolta.

Tra tecnici progettisti e giovani aspiranti agricoltori circola però una forte preoccupazione. Ed è più forte tra quelli che si sono posizionati o che – alla luce della nuova revisione – si posizioneranno in coda alla graduatoria: saranno sufficienti per tutti le dotazioni finanziarie delle sottomisure collegate al pacchetto giovani e cioè quelle della 4.1, della 6.4 e della 8.1?

Il dubbio circolava già quando erano solo mille i giovani da insediare, figuriamoci adesso che sono diventati 1625. Senza dotazione finanziaria per coprire la quota pubblica del progetto aziendale, il giovane viene posto di fronte al bivio: o rinuncia a tutto e anche al premio di primo insediamento (40 mila euro) oppure, accetta il premio ma deve realizzare il progetto con fondi propri.

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