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Per gli agrumi siciliani si apre il mercato cinese: pronto l’accordo per il trasporto aereo
di Angela Sciortino

Cina

(di Angela Sciortino) La Cina per le arance siciliane, sembra sempre più vicina. I produttori contano di poterle inviare già a febbraio in occasione del Capodanno cinese.

La notizia dell’intesa con il governo cinese per l’export degli agrumi via aereo che è stata data ieri dal vicepremier Luigi Di Maio, rappresenta un traguardo che apre scenari nuovi per il comparto agrumicolo. Ad affermarlo è Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia. «La filiera agrumicola – spiega il presidente del Distretto – con il supporto delle istituzioni regionali e nazionali si è già uniformata in molti casi alle rigide procedure imposte dal protocollo Italia-Cina per consentire l’export di agrumi nella Repubblica Popolare Cinese. Ma questo impegno sino ad ora era vanificato dall’unica modalità di trasporto consentita, via nave, troppo lungo e non confacente alla corretta conservazione del prodotto fresco. La possibilità di poter inviare le arance in Cina via aereo, con la pratica del cold treatment a terra, rende adesso possibile l’effettivo export dei nostri agrumi verso il mercato cinese».

Il Distretto Agrumi di Sicilia ha rivolto da tempo l’attenzione alle opportunità offerte da questo enorme mercato, ancora “vergine” per gli agrumi siciliani, promuovendo momenti di formazione specifica sui temi della qualità e della protezione dei marchi di provenienza e di eccellenza, favorendo i contatti tra il gigante cinese del commercio on line e off line, Alibaba e i produttori siciliani per avviare l’export nei principali mercati cinesi. Adesso, si tratta di aspettare i dettagli dell’accordo che consente il trasporto via aereo, mentre le imprese si preparano a sfruttare pienamente questa opportunità.

Novità importanti in tema di sostegno concreto alle imprese agricole colpite dall’anomala ondata di maltempo che ha investito a più riprese la Sicilia e la Piana di Catania arrivano anche dal Ministero delle politiche agricole dove ieri si è riunito il “tavolo agrumi” convocato dal sottosegretario Alessandra Pesce. All’incontro convocati tutti: i rappresentanti del Distretto Agrumi di Sicilia, quelli della filiera e di tutti i consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp. «La disponibilità del Mipaaft a rendere disponibili in tempi brevi i 10 milioni di euro del cosiddetto Fondo Agrumi a sostegno dello sviluppo del comparto agrumicolo stanziati dalla legge di bilancio 2017, è un segnale importante verso il nostro comparto», afferma Giovanni Selvaggi, presidente del Consorzio di tutela dell’Igp Arancia rossa. «È un segnale – continua Selvaggi – cui dovrà seguire un impegno preciso e tempestivo per attuare le priorità del settore: il rafforzamento dei controlli fitosanitari sulle importazioni, una maggiore attenzione alle problematiche connesse agli scambi commerciali e all’apertura dei mercati, la costituzione di un catasto agrumicolo, il rinnovamento varietale, la predisposizione di una attività di comunicazione e promozione istituzionale per incentivare il consumo di agrumi di siciliani di qualità».

Al Ministero il Distretto Agrumi ha poi rinnovato l’invito ad aiutare la filiera agrumicola nazionale a fare sistema, valorizzando, le produzioni d’eccellenza, Dop, Igp e biologiche: «da un lato, giocando “in difesa” – spiega Argentati – con maggiori controlli fitosanitari sull’import e sostenendo la ristrutturazione degli agrumeti colpiti dal Tristeza virus; dall’altro invitando a giocare “d’attacco” con un efficace piano di comunicazione verso i consumatori per valorizzare la qualità del nostro prodotto fresco e trasformato e supportare la diffusione di spremiagrumi automatiche nelle scuole e negli ospedali senza dimenticare quanto chiediamo da anni rispetto ad una normativa in grado di tutelare le nostre produzioni trasformate attraverso percorsi di tracciabilità ed etichettatura efficaci». 

A proposito di comunicazione, Selvaggi lancia un messaggio chiaro e rassicurante ai buyers italiani e esteri e ai consumatori: «Le arance rosse non hanno subìto alcun danno a causa del maltempo e se riceveremo gli aiuti promessi per lotta alla fitopatie e il reimpianto di ampie superfici vocate, minimizzeremo i problemi alla produzione anche per gli anni a venire. Quest’anno le arance rosse hanno una pezzatura medio grande, ideale per essere vendute bene sia in Italia sia all’estero. A scarseggiare, temo, sarà il prodotto piccolo che in genere è appannaggio delle industrie di trasformazione, che acquistano a prezzi particolarmente bassi e non valorizzano la tipicità delle nostre arance».

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