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Parco nazionale degli Iblei al via, ma Forza Italia non ci sta

parco nazionale degli Iblei

(di Redazione) Si sblocca il complesso iter per l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei. Nei prossimi giorni, si legge in una nota della Presidenza della Regione, gli uffici trasmetteranno al ministero dell’Ambiente la richiesta di avvio dell’istruttoria, “frutto di un sano confronto con le istituzioni locali e gli enti territoriali”.

«Abbiamo esercitato – commenta il presidente Nello Musumeci un delicato ruolo di mediazione e coordinamento tra i vari attori. Siamo riusciti ad arrivare a una proposta unitaria di Parco che rispetta le esigenze e le aspettative di tutti gli organismi coinvolti. Adesso attendiamo soltanto il via libera dal Ministero, per il raggiungimento di un importante obiettivo qual è il riconoscimento nazionale di un’area dalle grandi potenzialità».

Giungono così a conclusione i lavori del Tavolo tecnico interprovinciale, formato dall’assessorato regionale all’Ambiente, dalla Città metropolitana di Catania e dai Liberi consorzi dei Comuni di Ragusa e di Siracusa. Un momento di confronto che ha portato alla condivisione di un documento cartografico unitario, che tiene conto delle specificità territoriali e delle relative perimetrazioni.

«La creazione del nuovo Parco – sottolinea l’assessore all’Ambiente Toto Cordaro è un’occasione storica di sviluppo per il territorio, che potrà consentire di attirare nuovi finanziamenti. L’iniziativa di coordinamento del dipartimento Ambiente, guidato dal dirigente generale Beppe Battaglia, è stata fondamentale per superare le criticità degli anni scorsi».

Rientrano nel Parco degli Iblei, le ex Province di Catania (116,59 chilometri quadrati), Ragusa (389,58) e Siracusa (955,79). I Comuni che ricadono nella proposta del Parco sono: Licodia Eubea, Militello in Val di Catania, Vizzini, nell’area etnea; Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, in provincia di Ragusa; Avola, Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Palazzolo Acreide, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino, Priolo Gargallo, nel Siracusano. La proposta, che verrà inviata al ministero dell’Ambiente in settimana, comprenderà sia le riserve naturali Pantalica-Valle dell’Anapo, Cavagrande del Cassibile e il complesso speleologico Villasmundo-S.Alfio, sia i Siti di importanza comunitaria (Sic), le Zone speciali di conservazione e le Zone di protezione speciale.

Non a tutti però piace l’idea di un nuovo parco. Nino Germanà, parlamentare nazionale siciliano di Forza Italia, ha diramato una nota in cui non cela la propria contrarietà: «Ci risiamo – dice Germanà – due anni fa sono riuscito a impedire, con una grande battaglia all’Ars, la costituzione del Parco dei Peloritani, oggi mi batto contro l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei. Ieri, come oggi, una scelta sbagliata e insensata». 

«Piuttosto che distogliere risorse ed energie per un’altra area protetta – continua – sarebbe opportuno valorizzare e garantire la sopravvivenza dignitosa dei quattro grandi Parchi naturali già esistenti in Sicilia e delle altre 77 aree protette e riserve, che in alcuni casi versano in stato di abbandono». C’è poi un precedente giuridico da non sottovalutare, ricorda il deputato forzista: la sentenza 2012 del 2014 della Corte Costituzionale, su alcune norme della Regione Sicilia sui Parchi considerate illegittime, ha accolto il ricorso presentato dai produttori di pomodori a Pachino che protestavano per i danni causati da una riserva naturale che stava per nascere. «Senza dimenticare – aggiunge Germanà – le problematiche che tutti i giorni vivono gli agricoltori, i produttori e gli allevatori dei parchi dell’Etna e delle Madonie». Per il deputato azzurro «se dovesse nascere il Parco dei Iblei, i Comuni ricadenti nel territorio non avranno alcuna voce in capitolo su una serie di settori. Si creeranno altri vincoli che faranno scappare gli imprenditori che vogliono investire, l’ennesimo schiaffo a una terra che invece ha bisogno di essere sburocratizzata e liberata dai tanti lacci e laccioli inutili».

«La Sicilia per le sue bellezze e per la posizione geografica – prosegue – dovrebbe essere un vero e proprio porto franco, la Las Vegas del Mediterraneo. Servono porti, aeroporti, ferrovie ad alta velocità e nuove strade. Si dovrebbe puntare con convinzione e determinazione sullo sviluppo del turismo e dell’agricoltura, senza che vengano sperperate nuove risorse. Rivolgo un appello alla sensibilità del presidente Musumeci affinché tematiche così delicate siano affrontate in un quadro di coalizione. A tal proposito ho già investito i vertici del mio partito che chiederanno un supplemento di istruttoria alla Regione e la convocazione di un tavolo con i soggetti istituzionali interessati per rivedere e limitare ulteriormente la perimetrazione».

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