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Olio tunisino al porto di Palermo solo di passaggio: è diretto in Spagna e Toscana

(di Angela Sciortino) Solo un approdo “tecnico”. L’olio tunisino giunto su una nave attraccata al porto di Palermo nella sera di venerdì scorso (15 novembre) non era destinato alla Sicilia.

Era stato lo stesso assessore all’Agricoltura Edy Bandiera a dare la notizia del carico di olio proveniente dalla Tunisia per il quale erano state allertate e attivate le autorità competenti in materia di controlli per verificare la qualità, la salubrità e l’assenza di frodi in commercio, legate a questa partita.

Dall’esame dei documenti è stato accertato che l’olio tunisino non resterà in Sicilia: una parte proseguirà il viaggio verso la Spagna, mentre un’altra parte, descritta nei documenti come extravergine bio, giungerà a Livorno, perché acquistata dalla “Carapelli”. Di quest’ultima parte, sono stati prelevati alcuni campioni che verranno analizzati presso il laboratorio di Palermo, dell’Agenzia delle Dogane.

La partita d’olio tunisino è entrata in Italia grazie ai trattati internazionali vigenti che consentono l’importazione a dazio zero (entro definiti plafond) di olio d’oliva che serve a integrare la produzione nazionale che non è sufficiente a soddisfare la domanda interna.

«Analoga la situazione in Sicilia la cui produzione olivicola non risulta bastevole nemmeno per l’autoconsumo dell’Isola – afferma l’assessore Bandiera – ma non per questo si abbassa la guardia: restiamo vigili affinchè sia sempre tutelata e garantita la salute pubblica e ogni possibile frode in commercio, anche a danno delle nostre aziende».

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