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Nubifragio nella Sicilia orientale. Attivate le procedure per la calamità naturale

(di Redazione) È il secondo in pochissimi giorni. Il nubifragio che ha colpito la Sicilia orientale nelle ultime ore ha letteralmente messo in ginocchio molte aziende agricole. È grave la situazione in provincia di Ragusa per la quale il presidente dei deputati Questori all’Ars, Giorgio Assenza, ha chiesto urgentemente il riconoscimento della stato di calamità naturale. «L’agricoltura, ovvero una fra le principali fonti di reddito di tutto il Ragusano – specifica Assenza – è praticamente in ginocchio dopo il secondo dei due nubifragi che hanno procurato danni ingentissimi a distanza di pochissimi giorni l’uno dall’altro: da Modica a Scicli, da Pozzallo a Ispica, quest’ultimo cataclisma naturale condensatosi in partenza dalla zona di Rosolini, ha danneggiato strutture e proprietà private ma anche infrastrutture pubbliche a partire dalla rete viaria».

«I 250 millimetri di pioggia caduti la scorsa notte sulla piana di Catania hanno creato una situazione surreale peggiorata dall’esondazione del Gornalunga, Dittaino, Simeto e San Leonardo, i quattro fiumi che attraversano il territorio e che hanno gettato sui terreni fango e detriti.  I danni, sia alle produzioni che alle strutture, sono di parecchie centinaia di milioni di euro» dichiarano il presidente Cia Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro  e il direttore Graziano Scardino, i quali sulla straordinarietà dell’evento atmosferico e i danni alle campagne colpite dal nubifragio della scorsa notte hanno già inviato una lettera al Ministro dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio, al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, all’Assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, al Direttore Generale Assessorato Agricoltura Carmelo Frittitta.

«Quasi tutti gli agrumeti e i campi di ortaggi sono andati distrutti – aggiungono Di Silvestro e Scardino – anche i giovani  impianti di agrumi, realizzati con tecniche all’avanguardia, sono stati interamente sommersi dai detriti, sradicati e trascinati a valle, così come gli impianti irrigui e le recinzioni. È andata distrutta, inoltre, tutta la viabilità interaziendale di penetrazione all’interno delle aree rurali. Sollecitiamo la Protezione civile a proseguire l’attività di ricognizione per permettere il prima possibile la riapertura delle strade in modo che gli agricoltori possano effettuare i sopralluoghi all’interno delle proprie aziende e salvare il salvabile».

Immediata la risposta dell’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera: «L’Assessorato si è celermente attivato presso gli ispettorati dell’agricoltura competenti per predisporre tutte le attività relative alla valutazione e delimitazione delle aree colpite, il personale è già sul luogo per fare un primo monitoraggio e una stima dei danni a seguito del violento nubifragio che nelle ultime ore ha flagellato la provincia di Siracusa, Catania e Ragusa e ho già dato mandato agli uffici per predisporre gli atti finalizzati al riconoscimento dello stato di calamità». E continua: «Lo straripamento dei fiumi che ha arrecato grave danno alla viabilità rurale e alle aziende agricole, ci ha spinto a tenerci a stretto contatto con i capi del Genio Civile e continuiamo a vigilare affinchè si possano contenere i danni e dare il pronto e doveroso supporto e sostegno alla popolazione colpita».