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Mamertino Doc, i produttori si presentano uniti al Vinitaly

i componenti dell'associazione produttori Mamertino Doc

(di Angela Sciortino) Un raro esempio di coesione e voglia di lavorare insieme per un obiettivo condiviso: la crescita di un territorio e delle proprie aziende vocate alla viticoltura. Cosa che può sembrare ovvia. Ma in Sicilia tanto ovvia non è. 

Associazione Mamertino Doc logoÈ quello che hanno scelto di fare tredici produttori di Mamertino, Doc giovane per un vino millenario, che andranno al Vinitaly insieme, offrendo ai professionisti del settore e ai winelovers un’immagine inedita di un pezzo di Sicilia, tanto piccolo quanto deciso ad emergere nel panorama enologico internazionale.

Con la costituzione, a metà marzo, dell’associazione dei produttori del Mamertino, sono state poste le basi perché – un giorno – possa prendere vita il Consorzio di Tutela della Doc, riconosciuta nel 2004. Le aziende che hanno ad oggi aderito sono: Antica Tindari, Barone Ryolo, Bongiovanni Giuseppe, Calderone Antonino, Cambria Vini, Feudo Solaria, Gaglio Vignaioli, Mimmo Paone,  Planeta, Principi di Mola, Sapuri Cantina Siciliana, Vasari e Vigna Nica. 

Mamertino Doc

Il Cda dell’associazione produttori Mamertino Doc. Da sx: Simone Paone, Ylenia Martino, Carmelo Grasso, Flora Mondello, Maria Genovese

Il Consiglio direttivo dell’associazione Doc Mamertino è composto dal presidente Flora Mondello (Gaglio Vignaioli), dal vice Presidente Carmelo Grasso (Feudo Solaria), dal tesoriere  Simone Paone (Mimmo Paone) e dai consiglieri Ylenia Martino (Antica Tindari) e  Maria Genovese (Vigna Nica). 

L’areale dove si può produrre il vino dalla tradizione millenaria – era già notissimo ai tempi dell’impero romano – ricade in 34 comuni, tutti della provincia di Messina: Alì, Alì Terme, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Castroreale, Condrò, Falcone, Fiumedinisi, Furnari, Gualtieri Sicaminò, Itala, Librizzi, Mazzarrà Sant’Andrea, Meri, Milazzo, Monforte San Giorgio, Montalbano Elicona, Nizza di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Patti, Roccalumera, Roccavaldina, Rodi Milici, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto, Scaletta Zanclea, Terme Vigliatore, Torregrotta, Tripi. 

Si tratta in buona parte del versante Nord dei monti Nebrodi, dove la bellezza della biodiversità si percepisce ad ogni metro: dalla costa tirrenica risale le colline fino all’altitudine in cui il clima permette la permanenza del vigneto (500 metri circa). I vigneti di questa zona, baciati dalla fresca brezza marina, godono delle piogge abbondanti (si tratta dell’area più piovosa della Sicilia) e guardano l’arcipelago delle Isole Eolie. Poco più a Est si produce un’altra piccola Doc, anch’essa dalla tradizione blasonata: la Faro. 

«Il Mamertino – spiega Flora Mondello produttrice e neo-presidente dell’associazione – è un piccolo gioiello della nostra storia vitivinicola che, pur venendo da un glorioso e remotissimo passato, può interpretare una modernità enologica davvero interessante e competitiva». 

La grande potenzialità di questo vino è come sempre il terroir: la complessa interazione tra condizioni pedoclimatiche specifiche dell’areale di produzione, i vitigni coltivati e la competenza e la tradizione dei vignaioli.

Come l’Etna, ma forse ancora più di questo, il Mamertino è un vino che nasce da una viticoltura eroica in cui i vigneti sono di dimensioni contenute. Non arriva a cento ettari la superficie vitata rivendicata a Doc e sono appena 100 mila le bottiglie prodotte.

Non un vino reliqua, ma sicuramente ricercato e destinato a una nicchia di intenditori. E soprattutto dalle grandi potenzialità che risiedono nella spiccata longevità dei vini e nelle caratteristiche del tessuto produttivo: piccole aziende di famiglia, con una media di 3 o 4 ettari che nel vino ci mettono passione, amore e competenza. Quella delle nuove generazioni di vignaioli che, laureati e con master, hanno deciso di non mollare la propria terra e investire il capitale umano in un’avventura imprenditoriale nuova ma antica allo stesso tempo come il vino che producono.

Mamertino Doc«Quelle del Mamertino Doc sono piccole produzioni – spiega Flora Mondello – che devono essere spinte anche dal sistema ricettivo e dalla ristorazione locale e siciliana, ancora troppo poco coinvolta in questa fase di rinascita e comunicazione dedicata ai vini del  Mamertino».  

Le tipologie ammesse dal disciplinare di produzione, adottato nel 2004 e su cui sono intervenute alcune modifiche, la più recente nel 2014, sono principalmente quattro: Bianco e Bianco Riserva; Rosso e Rosso Riserva; Calabrese o Nero d’Avola (sono sinonimi ndr) e Calabrese o Nero d’Avola Riserva e, infine Grillo – Ansonica o Grillo – Inzolia (che è un sinonimo di Ansonica ndr).

Il disciplinare regola anche le percentuali varietali minime e massime per ciascuna tipologia prima descritte. Nei vini bianchi e riserva ammette le seguenti varietà: Grillo, Ansonica e Catarratto (normale e lucido) a cui possono aggiungersi, in percentuali minime, tutte quelle altre varietà ammesse alla coltivazione sul territorio siciliano che, nei bianchi non può superare il 20% e, nei rossi, il 15%. Per i vini rossi e riserva le varietà ammesse sono: Calabrese o Nero d’Avola e Nocera, oltre che tutte le altre varietà a bacca rossa ammesse alla coltivazione nell’Isola. Per le riserve un periodo di affinamento obbligatorio, prima della commercializzazione: due anni dalla vendemmia di cui almeno 6 mesi in legno.

Uno dei prossimi obiettivi è la modifica del disciplinare che attualmente mortifica il Nocera, un vitigno autoctono della zona di produzione e che possiede grandi potenzialità. Oggi negli uvaggi dei rossi è prevista la sua presenza obbligatoria per almeno il 10 per cento, ma non può superare il massimo del 40 per cento. Alcuni produttori che già producono Nocera in purezza sono costretti a imbottigliarlo come Doc Sicilia.

L’associazione Mamertino Doc ha come alleato la Camera di Commercio di Messina. Il suo presidente Ivo Blandina riconosce il valore dello stare insieme: «L’associazione rappresenta la migliore sintesi, la volontà di crescere insieme e di accelerare processi di valorizzazione in chiave turistica e culturale, con ricadute economiche estremamente positive». E aggiunge: «Il Mamertino è un efficace driver di crescita di queste aziende e dei territori in cui insiste. La Camera di Commercio di Messina parteciperà attivamente al successo di questa coraggiosa iniziativa sostenendo ogni azione messa in campo dall’associazione»

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