(di Redazione) Le Strade del vino siciliane si interrogano sul loro futuro e individuano nell’Irvo, l’Istituto regionale del Vino e dell’olio, un centro di coordinamento che li supporti nel programmare le iniziative che stanno a cuore ai rappresentanti dei territori del vino e dell’olio a livello regionale.
Dal neonato gruppo di coordinamento messo in campo durante la riunione che si è svolta ieri, 30 aprile, a Palermo negli uffici dell’Irvo alla presenza di Gori Sparacino (Terre Sicane), Laurent de La Gatinais (Alcamo Doc), Teresa Gasbarro (Val di Noto), Mario Tumbiolo (Val di Mazara), Agata Romeo (Etna), Salvino Craparotta (Erice Doc) e per l’Irvo Vincenzo Cusumano (direttore) e Dario Di Bernardi, sono emerse alcune criticità da affrontare al più presto.
Una riflessione particolare è stata dedicata alle enoteche pubbliche nate grazie ai fondi di una precedente programmazione dei fondi europei che in diverse zone della Sicilia stanno mostrando interessanti performance.
L’assessore regionale per l’agricoltura, Edy Bandiera, benché non presente alla riunione ha però assicurato: «Il Governo metterà nell’agenda dei prossimi incontri Le Strade del Vino, per dare la giusta attenzione a chi nei territori ha saputo imprimere la cultura dell’accoglienza. Le Strade del vino sono, infatti, uno straordinario biglietto da visita per i territori vitivinicoli della Sicilia, poiché rappresentano un ottimo sistema integrato di offerte turistiche, capace di valorizzare non soltanto le produzioni di qualità ma anche le eccellenze culturali, naturali e ambientali».
«Ancora una volta l’Irvo – dichiara soddisfatto il direttore Vincenzo Cusumano – diviene laboratorio per nuove prospettive di sviluppo del territorio regionale e strategie pubblico-privato».