Le aziende siciliane non posso più aspettare, serve un intervento che combatta concretamente la crisi energetica che sta colpendo il tessuto produttivo dell’Isola.
E’ necessaria una iniezione di liquidità alle imprese del settore primario, quali quelli agricolo, artigianale e industriale. Comparti già provati dal costo di produzione più elevato rispetto a quello sostenuto dalla aziende del resto d’Italia, e che oggi non riescono ad ammortizzare l’aumento delle materie prime, dell’energia e del carburante.
Ne parla Ignazio Abbate presidente della Commissione Affari istituzionali dell’Ars che ha proposto una misura specifica compensativa: le risorse potrebbero essere introitate dalla introduzione futura della rottamazione quinquies, attingendo dunque da una variazione di bilancio che pianifichi interventi immediati.
Una proposta pensata dal gruppo parlamentare della Democrazia cristiana e che sarebbe condivisa da tutto il parlamento siciliano.
“Oggi la crisi energetica colpisce le nostre aziende, la Sicilia in modo ancora più importante. Siamo una regione in cui i costi di produzione delle nostre aziende già sono moltro elevate rispetto alle altre. Puntiamo ad aiutare le aziende agricole, artigiane, commerciali, sono le più esposte a quelli che sono gli sbalzi del costo energetico“.
Si tratta di provvedimenti certi che danno liquidità alle aziende. E si tratta di circa 50 milioni di euro.
“Non parliamo di crediti imposti, c’è la possibilità di dare risposte alle nostre imprese subito tramite una variazione di bilancio, quindi utilizzando le risorse che potranno essere introitate dall’adesione alla rottamazione qinques nazionale. Le risorse potrebbero essere messe subito a disposizione delle imprese. Ne ho parlato sia con il Presidente Galvagno, con l’assessore Dagnino, con il Presidente Daidone“.
“La mia proposta, e quella dell’intero gruppo parlamentare, è quella di poter mettere in campo subito un provvedimento di entrata“. Il provvedimento che è già stato approvato in II Commissione bilancio con un voto bipartisan tra opposizione e maggioranza. “Penso che non ci sia nessun deputato in Parlamento che si opporrebbe ad un provvedimento di entrata”.





