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In Sicilia la frutta in guscio è cresciuta, ma la Regione non se n’è accorta

frutta in guscio

(di Redazione) Per decenni dimenticata, negletta, considerata marginale sia dal punto di vista economico che da quello produttivo. E questo nonostante sia stata in passato una delle colture principali della Sicilia. Stiamo parlando della frutta in guscio, mandorle, pistacchi, nocciole, noci e carrube che stanno registrando nella nostra Isola una significativa crescita di investimenti e superficie coltivata.

Gli agricoltori ci credono, decisamente meno la Regione che finora non si è preoccupata di sostenere il comparto con idonei strumenti. Lo ha ammesso pure il dirigente generale Dario Cartabellotta durante l’incontro che si è svolto a Palermo nei locali dell’assessorato regionale all’Agricoltura lo scorso 12 giugno con il Coordinamento regionale della filiera frutta in guscio siciliana: «Va riconosciuto – ha dichiarato Cartabellotta – che negli ultimi decenni, mandorle, pistacchi, nocciole, noci e carrube, a differenza di altri comparti agricoli, non hanno ricevuto l’attenzione che meritavano. È arrivato il momento di avviare il piano di settore per sostenerne le produzioni». 

Per dare voce ai numerosi produttori di questo comparto, ridare a questo settore un posto di rilievo sui mercati italiani ed esteri e tornare a produrre reddito e occupazione in ampie aree della Regione, nel febbraio di quest’anno è nato il Coordinamento regionale della filiera frutta in guscio.

«Il trend mondiale nell’ultimo decennio – ha affermato durante l’incontro palermitano Ignazio Vassallo, portavoce regionale del Coordinamento – ha segnato incrementi annui superiori anche al 10%, sia nella produzione che nel consumo di frutta secca per usi dietetici, pasticceria, gelateria, gastronomia, etc. In questo quadro, dopo decenni di crisi, la frutta in guscio siciliana ha senz’altro i numeri per riconquistare un’importante fascia di mercato, puntando alla indiscussa qualità e compatibilità ambientale del made in Sicily».

«Per cogliere queste opportunità – ha proseguito Ignazio Vassallo – non è però sufficiente l’impegno degli attori della filiera ma è imprescindibile un’azione mirata e coordinata della Regione, per recuperare in tempi rapidi il ritardo accumulato in promozione, ricerca e innovazione, fattori fondamentali per garantire le prospettive di crescita del settore».

Per questi motivi il Coordinamento durante l’incontro palermitano ha chiesto di dare rapidamente corso ad alcune precise iniziative: attuare il Piano di settore già approvato nel 2012, che indica dettagliatamente le attività di ricerca, innovazione, promozione e valorizzazione da realizzare a favore della frutta in guscio siciliana; dare vita ad uno specifico gruppo di lavoro dell’Assessorato Agricoltura per garantire continuità ed efficacia alle attività a sostegno del settore; istituire l’Osservatorio Regionale della frutta in guscio, quale strumento di conoscenza e valutazione delle stime di produzione e delle quotazioni sui mercati nazionali e internazionali; avviare con il nuovo Psr la procedura per promuovere una Organizzazione Comune di Mercato per il settore della frutta in guscio siciliana.

«La concreta disponibilità del dirigente generale a dare rapidamente corso alle proposte avanzate – conclude Vassallo – rappresenta un importante cambiamento di rotta dell’Assessorato nel rapporto tra Istituzioni e operatori della filiera che, come avvenuto ad esempio per il comparto del vino, potrà consentire alla frutta in guscio di diventare una importante occasione di rinascita produttiva ed economica dell’intero territorio siciliano».

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