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Il suino nero dei Nebrodi in un gelato. Show cooking show alla sagra di Cesarò

gelato suino nero

(di Luigi Noto) Non sarà dolce, ma sempre di gelato si tratta. Quello al suino nero dei Nebrodi è la insolita e particolare preparazione gastronomica che verrà presentata dal vivo alla 19° Sagra del Suino Nero e del Fungo Porcino di Cesarò ad opera del gelataio Pietro di Noto.

Promosso dalla Fas, la Federazione Agricoltori Siciliani e dalla associata Opan, l’Organizzazione Prodotto Allevatori Nebrodi, si terrà sabato 27 ottobre a Cesarò lo show cooking del maestro gelataio Pietro Di Noto, popolare personaggio televisivo e ambasciatore del gusto per la valorizzazione della biodiversità del territorio dei Nebrodi. 

La preparazione gastronomica, per quanto non sia completamente nuova (altri hanno infatti già sperimentato in un gelato ingredienti analoghi anche se di un altro territorio) per i Nebrodi è comunque un’assoluta novità. «È una elaborazione che esprime in sé la capacità innovativa dell’arte del gelataio e tende a promuovere e valorizzare il suino nero dei Nebrodi, autentica espressione della biodiversità locale», spiega Francesco Calanna, presidente della Fas, che sarà sul palco insieme a Giusi Maniaci, coordinatrice della Rete del Gusto e dell’Accoglienza, Giuseppe Frusteri, presidente dell’Opan, a dare man forte al maestro gelataio Pietro Di Noto.

Tutti insieme, ciascuno per le proprie competenze, hanno deciso di promuovere questa magnifica risorsa animale del territorio che per l’occasione verrà presentata in una veste insolita, quella del gelato gastronomico. «Questa iniziativa – dichiarano gli organizzatori – è testimonianza della volontà di stare accanto agli allevatori che con caparbia volontà continuano un percorso di tradizione per regalare ai consumatori qualità, sanità e genuinità ma anche accanto ai maestri gelatai che con sapienza e passione mettono insieme ingredienti naturali e ci consegnano un’esperienza fresca e piena di gusto e accanto al territorio che promuove la propria biodiversità vegetale e animale per vincere la sfida della globalizzazione».