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Il pane di Piana degli Albanesi tra grani antichi e panificazione artigianale

Pane di Piana degli Albanesi

(di Angela Sciortino) A Palermo, un motivo di vanto per molte botteghe di quartiere, è quello di avere sullo scaffale il pane di Piana degli Albanesi. Si tratta di un prodotto tipico che, stranamente, non è stato inserito tra i Pat, l’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali da tutelare che viene tenuto e annualmente aggiornato dal Ministero delle Politiche Agricole.

Per approfondire il tema della panificazione artigianale locale in rapporto allo sviluppo della coltivazione dei grani antichi sul territorio di Piana degli Albanesi e dintorni, il gruppo consiliare di Piana degli Albanesi “Diritto al Futuro”, ha organizzato per il prossimo 27 giugno alle ore 18, il convegno dal titolo “Grani Antichi e panificazione artigianale”. Al convegno parteciperanno Pino Apprendi, componente del gruppo consiliare “Diritto al Futuro”, Massimo Plescia della Fondazione Hora e Dario Cartabellotta, dirigente generale dell’assessorato regionale all’agricoltura.

La tipicità di questo pane, tanto ricercato dai palermitani, è da ricollegare al processo di produzione tradizionale, tramandato di generazione in generazione in cui le farine di grano duro vengono trasformate seguendo l’antico metodo della fermentazione naturale che non solo conferisce al pane un sapore e un odore “tradizionale”, ma lo rende anche più digeribile.

Il pane di Piana degli Albanesi da solo rappresenta un mix di cultura, tradizione e storia che rappresentano una grande attrattiva per il turismo cosiddetto alternativo ed esperenziale.

Un tempo, prima che arrivassero le regole che tutelando le multinazionali delle sementi, hanno costretto gli agricoltori di fatto a coltivare solo le moderne varietà di grano, più produttive e più ricche di glutine come richiesto dalle industrie della pasta, il pane si faceva con la farina dei grani dati tipici della zona che avevano avuto a disposizione secoli per acclimatarsi e adattarsi alle condizioni pedoclimatiche. Antichi, li chiamano adesso questi grani in contrapposizione a quelli di nuova generazione selezionati per produrre la pasta tenace “callosa” e che non scuoce. 

Il convegno organizzato dal gruppo consiliare Diritto al Futuro ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti che vengono trasformati dal grano, partendo dalla necessità di utilizzare grani antichi, al fine di migliorare il reddito degli agricoltori e salvaguardare la salute dei cittadini, per giungere infine a definire una filiera produttiva per lo sviluppo del territorio.

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