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I ‘rimandati’ della Finanziaria: tra i ddl omnibus spiccano le misure che riguardano la zootecnia
di Annalisa Ciprì

A distanza di qualche settimana dall’approvazione in Sala d’Ercole, la Finanziaria regionale continua a far discutere non solo per le misure entrate in vigore, ma anche per ciò che è rimasto fuori dal testo finale.

L’aula ha dato il via libera agli articoli strettamente legati all’equilibrio dei conti e agli interventi considerati indifferibili, rinviando invece a gennaio una serie di norme di carattere ordinamentale e settoriale, confluite nel cosiddetto ddl omnibus. Un pacchetto eterogeneo di disposizioni, accantonato per ragioni di tempo e di opportunità politica, che ora si prepara a tornare al centro del confronto parlamentare e che merita un’analisi nel dettaglio. Le porte dell’Assemblea regionale, infatti, si apriranno nuovamente con l’esame di due disegni di legge: uno includerà gli ordinamentali e lo stralcio; il secondo le misure di spesa, due ddl omnibus, già anticipati nelle battute finali della maratona tra sabato e domenica notte.

Il 2026, infatti, si annuncia come un anno particolarmente impegnativo, anche alla luce delle elezioni amministrative previste in primavera e della necessità di portare a compimento il ddl Enti locali, con un focus specifico sull’introduzione del terzo mandato per i sindaci.

L’agenda del governo si presenta quindi estremamente articolata.

Tra i dossier in attesa figurano la riforma dei dirigenti regionali e il riordino dei Consorzi di Bonifica, oltre alle riforme annunciate in aula per i settori idrico e forestale dagli assessori Francesco Colianni e Luca Sammartino. Attenzione anche al tema dell’abolizione del voto segreto e alla possibile prima convocazione della Commissione Regolamento, presieduta dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.

I primi temi a finire sotto osservazione saranno però gli articoli esclusi dal testo della Manovra finanziaria approvato in II Commissione Bilancio, destinati a tornare al centro del confronto politico.

Tra questi ci sono in particolare 3 misure che riguardano la zootecnia. Ma vediamole nel dettaglio.

Modifiche all’articolo 22 della legge regionale 22 ottobre 2025, n. 31. Misure straordinarie in favore della zootecnia

Tra le norme inserite nel testo della Finanziaria discussa a Sala d’Ercole figura anche l’articolo 66, che interviene modificando l’articolo 22 della legge regionale 22 ottobre 2025, n. 31, dedicato alle misure straordinarie in favore della zootecnia. Non si tratta di una nuova misura, ma di un correttivo che aggiorna e rimodula strumenti già previsti, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno a un comparto considerato strategico e ancora in difficoltà.

L’intervento legislativo mira infatti a rendere più efficaci le misure di aiuto, adeguandole alle esigenze emerse nel corso dell’applicazione della norma originaria e alle persistenti criticità del settore, tra aumento dei costi, tensioni sui mercati e necessità di garantire continuità produttiva alle aziende. Una scelta che colloca la zootecnia tra le priorità della Manovra, pur all’interno di un quadro di risorse limitate e di equilibri politici complessi.

Le misure straordinarie a sostegno della zootecnia, previste dall’articolo 22 della legge regionale approvata lo scorso ottobre, sono entrate nel vivo con la pubblicazione di un avviso pubblico rivolto agli allevatori. La Regione ha messo a disposizione aiuti economici destinati alle piccole aziende zootecniche, in particolare quelle con non più di 100 capi in lattazione, tra le più colpite dall’aumento dei costi e dalle difficoltà del mercato.

I contributi saranno assegnati seguendo l’ordine di arrivo delle domande, fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Si tratta quindi di una procedura rapida, pensata per garantire sostegni immediati, ma che richiede attenzione e rispetto delle scadenze. Gli allevatori interessati devono presentare la richiesta in un periodo di tempo limitato e seguendo una procedura precisa, che prevede sia la compilazione online della domanda sia l’invio della documentazione via posta elettronica certificata.

Il passaggio dalla norma approvata in Aula agli interventi concreti sul territorio, che rappresenta uno dei primi effetti tangibili delle misure inserite nella Finanziaria regionale a favore del comparto agricolo.

Misure di sostegno agli allevamenti regionali

Con l’articolo 122 la Finanziaria regionale interviene nuovamente a sostegno del comparto zootecnico, stanziando per il 2026 500mila euro destinati agli allevamenti siciliani. Le risorse vengono assegnate al Dipartimento regionale dell’Agricoltura per dare attuazione a quanto già previsto dalla legge regionale n. 31 del 22 ottobre 2025, rafforzando così le misure di sostegno già avviate nei mesi scorsi.

Non si tratta di un nuovo intervento, ma di un rifinanziamento che punta a garantire continuità agli aiuti in favore di un settore che continua a fare i conti con l’aumento dei costi di produzione, dalle materie prime all’energia, e con margini sempre più ridotti. La scelta di destinare nuove risorse nel bilancio 2026 conferma la centralità della zootecnia nell’agenda agricola regionale, soprattutto per le realtà più piccole e strutturalmente più fragili.

Lo stanziamento rientra nel capitolo dedicato all’agricoltura e si inserisce in una manovra che, pur tra vincoli di bilancio e mediazioni politiche, prova a rispondere alle emergenze dei comparti produttivi. Resta ora da capire come e in quali tempi le risorse verranno tradotte in misure operative, un passaggio cruciale per trasformare la previsione di spesa in un sostegno concreto per gli allevatori.

Misure di sostegno per il comparto zootecnico

L’articolo 124 della Finanziaria regionale per il 2026 introduce un intervento mirato a sostenere gli allevamenti colpiti da focolai di Anaplasma bovis e Anaplasma centrale, due malattie che possono provocare la perdita di bestiame. Per far fronte a questa emergenza sanitaria, l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea è autorizzato a stanziare 300 mila euro, destinati a erogare aiuti alle aziende zootecniche più colpite.

Il contributo verrà calcolato in proporzione al numero di animali abbattuti o deceduti, sulla base delle certificazioni rilasciate dai dipartimenti veterinari delle Aziende sanitarie provinciali negli ultimi dodici mesi. Si tratta di una misura concreta che punta a mitigare l’impatto economico delle malattie sul comparto, garantendo agli allevatori un sostegno immediato e mirato.

Questo stanziamento, insieme ad altri interventi previsti nella Finanziaria a favore della zootecnia, conferma l’attenzione della Regione verso un settore strategico per l’economia agricola siciliana, soprattutto per le piccole e medie imprese che rappresentano la maggior parte degli allevamenti locali. L’articolo 124, dunque, non solo affronta un’emergenza contingente, ma si inserisce in un quadro più ampio di politiche di sostegno alla filiera zootecnica.

Complessivamente, i tre interventi inseriti nella Finanziaria mostrano un’attenzione concreta della Regione verso il comparto zootecnico. L’articolo 66 aggiorna e rafforza le misure straordinarie già previste dalla legge regionale dello scorso ottobre, mentre l’articolo 122 conferma lo stanziamento di 500 mila euro per garantire continuità agli aiuti alle aziende zootecniche. Infine, l’articolo 124 interviene in maniera mirata sugli allevamenti colpiti da focolai di Anaplasma, destinando 300 mila euro alle aziende più colpite in base al numero di animali persi.

Nel complesso, si tratta di un pacchetto di sostegni che non solo offre un aiuto immediato agli allevatori, ma rappresenta anche un segnale politico chiaro: la zootecnia resta una priorità per la Regione, con interventi calibrati sia sulle emergenze sanitarie sia sulla continuità produttiva.

Un’attenzione che punta a rafforzare un settore strategico per l’economia agricola siciliana, soprattutto per le piccole imprese, e a tradurre le norme approvate in Aula in misure concrete sul territorio.

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