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Giornata mondiale contro la desertificazione: in 50 anni persi 2,4 milioni di ettari di pascoli
di Fabiana Mascolino

desertificazione

Oggi, mercoledì 17 giugno, si celebra la Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità. Il tema di quest’anno, come annunciato sul sito della Convenzione dell’Onu per combattere la desertificazione (Unccd) è “Pascoli: riconoscere, rispettare, ripristinare”. 

In 50 anni scomparsi 2,4 milioni di ettari di pascoli

In occasione della ricorrenza Coldiretti ha sottolineato come negli ultimi cinquant’anni sono scomparsi 2,4 milioni di ettari di prati e pascoli, una superficie grande quanto la Lombardia, con effetti dirompenti sull’assetto idrogeologico dei territori, sulle attività di allevamento e sulla biodiversità.

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, nel 1970 la superficie agricola a prati e pascoli permanenti ammontava a 5,5 milioni di ettari. Dopo cinquant’anni ne restano circa 3,1 milioni. Un fenomeno che ha ridotto la disponibilità di superfici per l’allevamento, aumentando la dipendenza da mangimi e i costi di produzione. Ne hanno risentito molte produzioni tipiche legate al pascolo, con il rischio di una maggiore omologazione del cibo. Sul piano ambientale, la perdita di prati e pascoli ha determinato una diminuzione della biodiversità, penalizzando habitat fondamentali per impollinatori, insetti e fauna selvatica. L’abbandono di queste aree ha inoltre favorito l’accumulo di vegetazione, aumentando il rischio di incendi e di dissesto idrogeologico. È venuta meno anche una funzione importante di assorbimento del carbonio nei suoli, utile per contrastare i cambiamenti climatici. A pagarne il prezzo sono soprattutto le aree interne e montane, colpite da spopolamento e perdita di attività economiche.

Un occasione anche per rilanciare la proposta di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Un progetto cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti. I bacini, realizzati con materiali naturali e senza cemento, sarebbero destinati ad usi civili e agricoli, oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile. Il piano prevede anche il recupero delle infrastrutture idriche esistenti e il potenziamento delle reti di distribuzione, per una gestione più efficiente delle risorse. Negli ultimi tre anni gli eventi climatici estremi hanno provocato danni per circa 20 miliardi di euro all’agricoltura italiana.

Il focus sulle criticità dei pascoli

La Giornata quest’anno sarà ospitata dal Kenya. Una scelta non casuale. Come precisa l’Unccd “il suo impegno costante per contrastare il degrado del suolo, rafforzare la resilienza alla siccità e sostenere le comunità che vivono nelle zone aride e nei pascoli“.

Per la segretaria esecutiva dell’Unccd, Yasmine Fouad, “questi paesaggi sono vitali per il cibo, l’acqua, la biodiversità e la resilienza climatica. La leadership del Kenya arriva in un momento cruciale, poiché i pascoli sono sottoposti a crescenti pressioni a livello globale. Riconoscendone il valore, rispettando i loro custodi tradizionali e ripristinando la salute dei pascoli, possiamo rafforzare i mezzi di sussistenza di due miliardi di persone“.

I pascoli coprono più della metà della superficie terrestre, spiega l’Unccd, eppure rimangono tra gli ecosistemi più sottovalutati. Sono sottoposti a crescenti pressioni dovute ai cambiamenti climatici, al degrado del suolo e alla competizione per l’utilizzo del territorio. Fino alla metà di tutti i pascoli è già degradata o a rischio, compromettendo la sicurezza alimentare e idrica, la resilienza climatica e i mezzi di sussistenza delle popolazioni rurali.

In concomitanza con l’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori, la celebrazione globale del 2026 richiamerà l’attenzione sulla necessità di riconoscere e valorizzare i pascoli per le funzioni cruciali che svolgono, di rispettare i custodi tradizionali che se ne prendono cura da generazioni e di ripristinare i paesaggi degradati, per garantire i mezzi di sussistenza e i servizi ecosistemici. In occasione della Giornata, l’Unccd invita i paesi e le comunità a riconoscere il contributo economico dei pascoli alle economie nazionali e regionali, il loro ruolo nel sostenere la biodiversità e la fauna selvatica e i molteplici benefici che offrono, dalla regolazione dei cicli idrici allo stoccaggio del carbonio. La Convenzione dell’Onu invita a rispettare i pastori, i popoli indigeni e le comunità locali, la cui mobilità, i sistemi di governo consuetudinari e le conoscenze ecologiche sono essenziali per mantenere la salute e la produttività di questi paesaggi. Vanno inoltre ripristinati i pascoli, investendo nella gestione sostenibile del territorio e delle risorse idriche.

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