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Federica Argentati, assessore regionale all’agricoltura della giunta 5 stelle

(di Redazione) Federica Argentati, agronomo classe ’65, assessore designato all’Agricoltura per un’eventuale giunta a 5 stelle non ha dubbi: «L’agricoltura, assieme al turismo, dovrebbe essere uno dei motori trainanti della Sicilia, ma invece non lo è, anzi, spesso rischia di diventarne la palla al piede, con terreni agricoli abbandonati e persone in fuga dal settore. Dobbiamo invertire la tendenza. Formule magiche non ne esistono, ma ricette parecchie, che bisogna mettere in pratica con l’aiuto di tutti, dalle numerose filiere produttive del settore, alla burocrazia regionale, ai tanti dirigenti, funzionari ed impiegati che devono essere coinvolti nella politica di rilancio del settore».

La Argentati, casella numero uno nello scacchiere di governo 5 stelle ad essere occupata, è stata presentata oggi ai giornalisti dal candidato del Movimento alla presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri.

«Siamo partiti da qui – ha detto Cancelleri – non a caso. Dobbiamo partire proprio dall’agricoltura, che per quanto riguarda la Sicilia, può essere assimilata alla più grande impresa di turismo del mondo. Occorre dare attenzione alle imprese, queste infatti non possono diventare grandi se la politica non ha attenzione per loro».

Ripartire dalla terra, dalla salvaguardia dei prodotti siciliani, dalla necessità di ridare la possibilità alle imprese siciliane di comprare macchinari, di disporre di liquidità. «Dobbiamo riuscire ad avere regole che possano permettere di competere a livello europeo come non è oggi – ha aggiunto il candidato presidente per i pentastetallati – e mi riferisco ai trattati di libero scambio, alla guerra mai finita su arance e olio».

Di Federica Argentati, Cancelleri ha evidenziato la tenacia e la competenza, fattori che hanno guidato la scelta. Argentati vanta una profonda conoscenza del settore agricolo e delle sue problematiche. Dopo varie esperienze lavorative sia nel settore dell’impresa privata che in quello della ricerca scientifica, con svariate esperienze in campo nazionale ed internazionale, e approdo finale ai vertici del Distretto produttivo Agrumi di Sicilia, di cui è presidente. «I problemi – ha detto in conferenza stampa – sono noti: alti costi della produzione, scarsa redditività delle aziende, insufficienza delle risorse idriche, scarso rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore, scarsa capacità di attingere alle risorse comunitarie, abbandono dei terreni, scarsa conoscenza dei nostri prodotti al di fuori dell’isola. Le soluzioni ci sono, ma bisogna sbracciarsi da subito per metterle in pratica».

Le scommesse del programma pentastellato per l’agricoltura sono numerose, ma la più importante  è l’aumento delle redditività delle aziende. Ma come? Spiega la Argentati: «Puntando al taglio dei costi che esse sostengono e spingendo verso l’aggregazione. Cosa che si può ottenere, ad esempio, riconoscendo una fiscalità di vantaggio applicando da una parte la condizione di insularità già riconosciuta alla Sicilia e spingendo sull’applicazione delle legge 33 del 2009 per agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative per le aziende aderenti ai distretti produttivi».

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