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Emergenza idrica, riflettori sull’invaso Poma. Vitrano: “La metà dell’acqua viene persa. Maggiori risorse per evitare sprechi” CLICCA PER IL VIDEO
di Annalisa Ciprì

La crisi idrica che attanaglia la Sicilia non è solo una questione di nuvole che non arrivano, ma di infrastrutture che non reggono e di una gestione delle risorse che va urgentemente ottimizzata. È questo il quadro emerso oggi all’Ars durante l’audizione in III Commissione Attività Produttive, presieduta da Gaspare Vitrano, dove il focus si è incentrato su quelle che sono le criticità dell’invaso Poma.
Al centro del dibattito, il delicato equilibrio tra l’uso civile della risorsa idrica e le necessità vitali del comparto agricolo, in un territorio che vede nell’invaso di Partinico uno snodo vitale per l’economia locale.

L’incontro in Commissione ha riunito tecnici, i sindaci di Partinico, Balestrate e Borgetto, rappresentanti degli enti gestori, tra cui il neo segretario generale ad interim dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, Carmelo Frittitta, tutti portatori di interesse in un confronto sulle sfide aperte riguardo all’acqua potabile e all’approvvigionamento per l’agricoltura.

Con una capacità complessiva di circa 72,5 milioni di metri cubi, l’invaso Poma rappresenta uno dei bacini artificiali più importanti dell’Isola, strategico sia per l’irrigazione di migliaia di ettari di coltivazioni sia per l’approvvigionamento idropotabile dell’area metropolitana di Palermo.

A inizio 2026, i dati ufficiali parlano chiaro, nell’invaso sono presenti poco meno di 15 milioni di metri cubi d’acqua per il mese di gennaio, 26 milioni circa nel mese di febbraio, e 44 milioni ad oggi. Un livello che, pur segnando un ingente recupero rispetto ai minimi toccati nei mesi più critici del 2025, resta però al di sotto delle medie storiche e delle necessità complessive del territorio.

Ma la questione è un’altra, il problema delle reti colabrodo continua ad essere più presente che mai. 

Il presidente Vitrano ha acceso i riflettori su una gestione che, allo stato attuale, appare deficitaria sotto diversi fronti. “Metà dell’acqua che abbiamo invasato si perde nelle condotte. Chiaramente questo è un dato che ci deve fare pensare, che ci deve fare riflettere, ci deve fare capire che su questo aspetto dobbiamo concentrare maggiori risorse proprio per evitare gli sprechi inutili”, ha sottolineato il presidente a margine dell’incontro.

Si rischia la guerra dei poveri“.

L’invaso Poma serve una vasta area che comprende numerosi comuni e migliaia di ettari di terreni agricoli. Tuttavia, le perdite lungo le condotte e le scelte strategiche sulla ripartizione dei volumi d’acqua tra l’uso potabile e quello irriguo sono diventate un punto di attrito insostenibile.

Tre i punti cardine evidenziati durante l’audizione. Lo stato delle Infrastrutture. Le reti di distribuzione versano in condizioni precarie, con una percentuale di dispersione che aggrava la già drammatica scarsità di piogge.
La priorità d’uso. Sebbene il consumo umano resti prioritario per legge, la Commissione ha ribadito la necessità di non abbandonare gli agricoltori, che rischiano di vedere andare in fumo anni di investimenti e colture di pregio.
E la trasparenza nella gestione. E’ stata richiesta una maggiore chiarezza sui dati di prelievo e sulla manutenzione dell’invaso, spesso rallentata da passaggi burocratici eccessivi.

Abbiamo ragionato sui criteri di distribuzione, sulla ripartizione fra uso potabile e uso irriguo. L’appello a tutti è  razionalizzare l’acqua, non dobbiamo farci prendere la mano, dobbiamo evitare sciupi, proprio perché dobbiamo renderci conto che l’acqua è una risorsa preziosa e va risparmiata. Se quest’anno gli invasi sono in una condizione accettabile non è detto che l’anno prossimo lo saranno.

L’obiettivo è quello di superare la fase dell’emergenza perenne per approdare a una pianificazione strutturale che preveda il recupero dei pozzi, l’uso di acque reflue depurate e il monitoraggio costante dei livelli degli invasi.

L’audizione di oggi segna l’inizio di un monitoraggio serrato.Dobbiamo capire dove ci sono le maggiori perdite, cercare di intervenire stabilendo livelli di priorità proprio in base alle condizioni delle condotte e fare in modo che l’acqua venga immessa evitando sprechi“.

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