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Doc Pantelleria: i “Viddrani” lanciano una petizione per tutelare il vino dell’Isola
di Angela Sciortino

vini Pantelleria Doc

(di Angela Sciortino) Gli abitanti di Pantelleria ancora non l’hanno mandata giù. È passato quasi un mese da quando l’assemblea dei soci del Consorzio di Tutela dei vini di Pantelleria Doc ha deciso di modificare il disciplinare, introducendo la possibilità di indicare la menzione Sicilia, novità che però non è stata accolta con favore dai viticoltori dell’isola del vento. Il motivo? Soprattutto uno: una scelta di questo tipo, sostengono, è destinata in breve tempo a generare confusione oltre che a snaturare l’unicità del prodotto pantesco.

Così qualche giorno fa, esattamente il 10 luglio scorso, il comitato spontaneo autodefinitosi “I Viddrani” ha lanciato una petizione sul portale Change.org, indirizzata al Ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, affinché non venga ratificata la modifica del disciplinare dei vini Doc Pantelleria approvata dalla maggioranza dei soci del Consorzio. «Maggioranza raggiunta – spiegano però “I Viddrani” – grazie al calcolo ponderato del voto, e quindi con l’ok di solo due, Pellegrino e Donnafugata, delle otto cantine e dei 325 produttori di uva».

La petizione è indirizzata oltre che al ministro, anche all’Assessore regionale all’agricoltura, Edy Bandiera, al capo dipartimento dell’Icqrf, Stefano Vaccari, e al presidente del Consorzio di Tutela, Benedetto Renda.

Numerose le criticità sottolineate da Rosanna Gabriele, presidente del comitato “I Viddrani”. Anzitutto, il fatto che l’assemblea dei soci del Consorzio avrebbe deciso contro la volontà dell’intera comunità pantesca e contro la proposta del governo regionale di concertare con tutti i portatori di interesse le eventuali modifiche da approvare. 

Tutto lecito e legale, per carità, ma questo è potuto accadere per vie di certe contraddizioni insite nella governance delle strutture come i Consorzi di tutela, in cui la democrazia si esercita “per censo” e non per testa. Insomma: chi produce di più, al momento del voto vale di più. 

Nel caso della modifica del disciplinare tanto contestato, il voto delle due principali cantine ha quindi “pesato” di più del voto dei 325 viticoltori e delle restanti 6 cantine. Ma c’è dell’altro. La fragile struttura produttiva di Pantelleria ha di fatto determinato il rafforzamento di «posizioni dominanti – viene denunciato nella petizione – che possono sfociare in abusi quando le decisioni vengono “consigliate” ai viticoltori dall’unico soggetto che compra le loro uve».

Secondo “I Viddrani”, inoltre, l’aggiunta della menzione “Sicilia” finisce per snaturare contro qualunque principio di marketing l’unicità del brand “Pantelleria”, deprezzandone i prodotti. 

E mentre le colline del Prosecco diventano Patrimonio dell’Umanità – cosa che aiuterà un prodotto già affermato a crescere sui mercati internazionali – a Pantelleria invece, secondo i viticoltori panteschi si decide di buttare alle ortiche alcuni “plus” facilmente spendibili in termini di marketing. Pantelleria, infatti, vanta due riconoscimenti Unesco legati alla coltivazione della vite: la pratica agricola della coltivazione dell’alberello pantesco e l’arte dei muretti a secco. Inoltre, Pantelleria si trova inserita nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, ed è un Parco Nazionale nato anche per salvaguardare l’azione “dell’eroico viticoltore pantesco” nel modellare il paesaggio dell’Isola.

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