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Distretti del cibo. Richieste di riconoscimento da altre tre aggregazioni

distretti del cibo

(di Redazione) Dopo quello dei Nebrodi-Valdemone e dei Sicani, in rapida successione la scorsa settimana altre due aggregazioni di imprese, Gal ed enti locali hanno presentato la domanda di riconoscimento come distretti del cibo al Dipartimento regionale dell’agricoltura. 

Si tratta della rete “Cibo in Sicilia” (dove cibo sta per cultura, identità, biodiversità, organizzazione) che ha chiesto il riconoscimento come “Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in Rete”, e del “Distretto del Sud-Est Sicilia “Etna – Val di Noto

Il primo mette al centro le imprese delle filiere produttive strutturate, le produzioni con certificazione di qualità e biologiche, il turismo e un largo partenariato sul territorio. La Rete soggetto proponente “C.I.B.O. in Sicilia”, si è costituita lo scorso 17 luglio tra Distretto Agrumi di Sicilia, Distretto della Pesca e della Crescita Blu, Distretto turistico Dea di Morgantina, Bio Distretto Valle del Simeto, Consorzio di tutela del Pomodoro di Pachino Igp, Associazione Gusto di Campagna, Consorzio di Ricerca Filiera Carni, Soc. Cop. Apo Associazione Produttori Olivicoli, Associazione Filiera Frutta in Guscio. Nella rete entreranno a breve anche il Bio Distretto Valle degli Elimi e il Distretto ortofrutticolo Val Di Noto.

Il largo partenariato aderente al nuovo Distretto è costituito da 4 Agenzie Locali di Sviluppo, 5 Flag, 16 Gal con tutti i Comuni soci, 8 tra associazioni di categoria e dei consumatori, 6 tra Consorzi di tutela e Op, le associazioni di rappresentanze e tutela dell’agricoltura biologica, le realtà sociali e di promozione turistica, 5 Consorzi di ricerca, l’Esa, La Rete delle fattorie sociali, il Comitato “Fa’ la cosa giusta”, l’Aiccre, l’Anci Sicilia, 3 enti di formazione, oltre a numerose imprese agricole e agroalimentari non associate a organismi di filiera già rappresentati nella Rete appena costituita.

Il “Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in Rete” coinvolge tutte le province del territorio siciliano e otto filiere produttive regionali complete (agrumicola, orticola in pien’aria e in serra, frutta secca a guscio, cerealicola, prodotti ittici, olivicola ed olearia, carni, officinali) oltre alla presenza di alcune aziende che seppur afferenti ad ulteriori tre comparti (lattiero-caseario, mielicolo e vitivinicolo), non rappresentano filiere complete: 60 i Comuni coinvolti nei cui territori insistono le imprese agricole, 6.157 imprese agricole, singole o associate, anche appartenenti ad organismi associativi; 15.286 addetti delle imprese partecipanti al Distretto, aventi i requisiti di imprenditore agricolo o imprenditore agricolo professionale; 60 forme associative di imprese agricole aderenti al Distretto; 17 produzioni agroalimentari di qualità (Arancia Rossa di Sicilia Igp, Limone di Siracusa Igp, Limone Interdonato Messina Igp, Arancia di Ribera Dop, Pomodoro di Pachino Igp, Melone di Pachino Igp, Carota Novella di Ispica Igp, Pistacchio di Bronte Dop, Monti Iblei Dop, Monte Etna Dop, Agricoltura biologica, Mandorla di Avola Pat, Olio Extravergine di oliva Pat, Brc, Ifs, Global Gap, Uni 2205); 318,67 milioni di euro il volume di affari complessivo delle produzioni certificate ottenute dalle imprese del settore agroalimentare aderenti al Distretto.

Il “Distretto del Sud-Est Sicilia “Etna – Val di Noto”, nato dalla proposta della Camera di Commercio di Catania-Ragusa-Siracusa guidata dal Presidente Piero Agen, ha come capofila il Gal Terra Barocca presieduto dal sindaco di Modica Ignazio Abate. Le imprese che ne fanno parte hanno sede in 13 comuni della provincia di Catania (Castiglione di Sicilia, Catania, Acireale, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Caltagirone, Giarre, Gravina di Catania, Licodia Eubea, Mineo, Santa Venerina, Paternò;), 12 in provincia di Siracusa (Buccheri, Canicattini Bagni, Carlentini, Melilli, Noto, Pachino, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Floridia, Palazzolo Acreide)  e 11 in provincia di Ragusa (Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ispica, Modica, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce, Scicli, Vittoria). 

Del distretto fanno parte 439 imprese di cui 331 agricole, 55 dell’agroindustria e 53 di altri settori con 2328 addetti e un fatturato di oltre 350 milioni di euro. Le forme associative sono 38 e 6 i consorzi di Tutela (Cioccolato di Modica Igp; Ragusano Dop; Olio Monti Iblei Dop; Cerasuolo di Vittoria; consorzio di tutela Dop Monte Etna; Consorzio di tutela dei vini dell’Etna). 

A questi si aggiungono quattro organizzazioni professionali (Progetto Natura nel settore lattiero caseario e le Op Moncada, Op Fonteverde e Op Colledoro del comparto orticolo. Numerose le certificazioni di qualità che possono essere vantate dalle imprese: bio, Igp, Doc, Dop, Docg, Ifs, Brc, Global Gap e Iso 22005/2008.

Più o meno nello stesso areale altri imprenditori privati hanno avanzato la loro proposta di Distretto del cibo. Si chiama “Distretto del Cibo del Sud Est Siciliano” e fa riferimento ad un’associazione, frutto di sei mesi di animazione e condivisione, che comprende, saperi, sapori, esperienze, itinerari rappresentativi della cultura Sud Orientale della Sicilia. «Si tratta dell’unica proposta sul territorio di esclusiva iniziativa privata e non pubblica, quindi totalmente bottom – up – sottolinea Giovanni Polizzi Ceo della Promo.Ter Group spa che ha coordinato tutte le azioni propedeutiche la nascita del sodalizio – nata dalla volontà e dallo spirito di iniziativa di imprese operanti su un territorio ricco di risorse, vivace, laborioso, ma privo di strumenti efficaci che forniscano risposte concrete ai fabbisogni reali del tessuto imprenditoriale locale».

Il piano di sviluppo include le principali aziende delle province di Ragusa, Siracusa, Catania, Caltanissetta, Enna, Agrigento, nonché ingloba ben 12 filiere espressioni di eccellenze del settore orticolo, agrumicolo, della frutta fresca, delle piante officinali, olivicolo e oleario, vitivinicolo, delle carni, del lattiero caseario, ittico e biologico. Il fatturato complessivo è stimato per oltre 300 milioni di euro, mentre il numero di addetti tocca le 3500 unità. 

Il soggetto capofila è Doses, il Distretto orticolo del Sud Est Sicilia, in fase di riconoscimento presso la Regione Siciliana. Il Doses già da 3 anni si occupa di valorizzare il brand “Sud Est Sicilia”, di coordinare eventi e fiere, di promuovere incontri B2b, di sviluppare progetti innovativi ecc, dando dimostrazione che l’imprenditoria non può attendere lungaggini burocratiche.

Hanno sposato tale iniziativa tra gli altri anche Op la Deliziosa, le aziende della Pesca Igp di Leonforte, Op Abiomed, i Co.Ge.Pa di Portopalo di Capo Passero e Pozzallo, il Maas di Catania, Cna territoriale di Ragusa, Associazione Simenza – compagnia siciliana sementi contadine, la Apci Ass. Provinciale Cuochi Iblei e il Distretto Turistico degli Iblei.

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