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Crisi del vino comune, Centinaio promette: abbasseremo le rese a 300 quintali per ettaro

rese

(di Redazione) Si comincia da un impegno: la riduzione delle rese massime dei vigneti per uva da vino comune. Dagli attuali 500 a 300 quintali per ettaro. L’impegno, strappato ieri al ministro delle Politiche agricole Gianmarco Centinaio dalla delegazione della Cia-Agricoltori Italiani, al momento è solo politico. Perché per arrivarci è necessario modificare il testo unico del vino.

«Abbiamo ottenuto un risultato che è un primo passo per la ripresa del comparto. Adesso vigileremo affinché dall’annuncio si passi all’azione in tempi brevi e scongiurare il pericolo di una nuova crisi dei prezzi», ha dichiarato Antonino Cossentino, presidente della Cia Sicilia Occidentale, al termine dell’incontro avuto ieri mattina a Roma con il ministro. All’incontro hanno preso parte anche il presidente nazionale della Cia agricoltori italiani, Dino Scanavino, il presidente Cia Sicilia, Rosa Giovanna Castagna, il vice presidente Cia Sicilia Occidentale, Matteo Paladino, e i rappresentanti di alcune cantine cooperative della provincia di Trapani. Assente invece, trattenuto in Sicilia da impegni di governo, l’assessore regionale Edy Bandiera che nei giorni scorsi aveva aperto con la Cia Sicilia il tavolo di crisi regionale sul vino comune.

L’organizzazione che rappresenta gli agricoltori delle province di Palermo e Trapani ha messo sul tavolo del ministero le proprie richieste. A cominciare da un abbassamento delle rese per ettaro delle uve per il vino da tavola e da un maggiore controllo sulla reale produzione di uve destinate alla vinificazione di vino comune.

Le grandi giacenze registrate negli ultimi anni, soprattutto in alcune regioni del Nord e centro Italia, hanno ingolfato il mercato causando un crollo dei prezzi.

Ad oggi i viticoltori per un litro di vino comune ricevono meno di 20 centesimi, un prezzo che non permette nemmeno di rientrare dalle spese.

«Il ministro – ha dichiarato ancora Cossentino – si è detto disponibile ad abbassare le rese dagli attuali 500 quintali per ettaro, stabilito dalla legge, a 300. La nostra richiesta era di 250, il risultato ottenuto è comunque soddisfacente. Adesso, per concretizzare il risultato bisognerà aspettare il tempo necessario affinché l’iter legislativo si apra e si concluda. Noi vigileremo affinché questa nuova norma possa essere operativa prima possibile perché un’altra annata così rischia di mettere fuori gioco per sempre centinaia di aziende dell’Isola. Abbiamo anche ribadito la necessità che siano rafforzati ed estesi, in maniera capillare a tutto il territorio nazionale, i controlli antifrode: le cronache ci dicono che la pratica dello zuccheraggio è purtroppo ancora una piaga diffusa e va combattuta con ogni risorsa disponibile. Per uscire dallo stallo in questo momento sono necessari buonsenso e legalità».

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