Al centro del Mediterraneo, ma periferia del mondo che conta, la Sicilia sta pagando il prezzo più alto dell’escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Il blocco strategico dello Stretto di Hormuz ha innescato una reazione a catena che arriva dritta nei campi siciliani, gonfiando i costi di produzione e bloccando le esportazioni verso l’Oriente. È la “tassa sulla guerra” che colpisce l’agricoltura isolana, stretta tra l’incudine dei prezzi alle stelle e il martello di una logistica paralizzata. Come abbiamo già visto quella che sembrava una crisi geopolitica lontana migliaia di chilometri è diventata, nel giro di pochi giorni, una minaccia esistenziale per l’economia dell’Isola. Lo Stretto di Hormuz, il principale “rubinetto” energetico del pianeta, è di fatto paralizzato. La ritorsione iraniana agli attacchi aerei…










