«Chiunque può odiarti senza conoscerti davvero, e basta un clic per rovinarti la giornata». Questa è la triste sintesi dell’era digitale che stiamo vivendo. Un’epoca in cui la cattiveria viaggia velocissima sui social, senza freni né limiti, protetta dall’anonimato di uno schermo. Non importa chi tu sia, cosa tu abbia fatto o semplicemente detto. Basta un commento, un’opinione personale o addirittura un gesto di gentilezza – come aiutare un cane abbandonato – per scatenare l’inferno. Ed ecco che si materializzano gli haters, i famigerati leoni da tastiera, pronti a sfogare rabbia repressa e odio generalizzato. Caso Taverna Santa Chiara: quando l’indignazione diventa linciaggio digitale Un recente episodio emblematico arriva direttamente da Napoli, precisamente dalla Taverna Santa Chiara, diventata involontariamente il simbolo della violenza verbale…










