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Anche in Sicilia è arrivata la cimice asiatica, ma ancora non fa danni. Chi la vede, la segnali

cimice asiatica

(di Angela Scirtino) Non punge l’uomo, ma provoca seri danni alle colture agricole. Colpisce i frutti di molte piante coltivate tra cui pero, melo, pesco, susino, ciliegio, albicocco, vite, nocciolo, pistacchio, peperone, pomodoro e leguminose. È la Haliymorpha halys, chiamata volgarmente cimice asiatica marmorizzata, un insetto fino a qualche anno mai visto in Sicilia che è, invece, comune in Asia orientale (Cina, Corea, Giappone, Taiwan) dove pare abbia le proprie origini, ed è diventato uno dei maggiori problemi dei frutticoltori italiani.

Si tratta di una specie invasiva e polifaga che attacca diverse colture agrarie e per le quali rappresenta un serio pericolo. La cimice asiatica è dannosa sia nelle fasi giovanili che allo stadio di adulto. Per alimentarsi punge i frutti che si deformano, induriscono e di macchiano. Inoltre spesso ne imbratta la superficie con gli escrementi ed emette sostanze maleodoranti.

Pure in città ha fatto la sua comparsa: in colonie piuttosto numerose e moleste è stata segnalata a Palermo, a Catania e nelle vicinanze del centro abitato di Ispica in provincia di Ragusa.

Dopo i primi ritrovamenti avvenuti nel 2017, a partire dallo scorso anno il Servizio Fitosanitario regionale ha avviato un programma di monitoraggio dell’insetto organizzato in sette siti della Sicilia orientale dove si procede all’osservazione diretta e dove sono state istallate le trappole a feromoni. Accessi portuali, grandi mercati ortofrutticoli, aree urbane ed aziende frutticole sono i siti scelti per il monitoraggio della pericolosa cimice asiatica.

Parallelamente, presso le Università di Palermo e Catania sono stati avviati studi e indagini per mettere a punto non solo i sistemi di monitoraggio del fitofago ma anche quali strategie di controllo ecocompatibili possano essere attuate.

Per fortuna la presenza dell’insetto sulle piante è stata rinvenuta solo raramente e non è stato mai trovato nelle trappole. Pare, a questo punto, che il rinvenimento più importante sia stato quello dello scorso anno del centro storico di Palermo (dalle parti di via Alloro e di Casa Professa) nel periodo autunnale, esattamente quando gli adulti della cimice si aggregano in gruppi molto numerosi per svernare in ripari di vario tipo (magazzini, depositi, abitazioni, ecc.).

La presenza così episodica non deve però fare abbassare la guardia, ecco perché il Servizio fitosanitario regionale invita chiunque dovesse rilevare o sospettare la presenza di adulti o di piante con sintomi di attacco a darne tempestiva comunicazione.

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