Privacy Policy
Home / Agroalimentare / Agro-salute, il progetto regionale che porterà la dieta mediterranea nella ristorazione collettiva

Agro-salute, il progetto regionale che porterà la dieta mediterranea nella ristorazione collettiva

agro-salute

(di Angela Sciortino) Negli ospedali, nelle scuole e negli altri enti pubblici si mangerà non solo siciliano, ma anche secondo le linee guida della Dieta mediterranea. Presto, così vuole il governo regionale, questo requisito sarà inserito nei bandi per la selezione delle ditte che in Sicilia forniranno i pasti alle mense scolastiche, ospedaliere e di altri enti pubblici. 

La novità è in pratica contenuta in una delibera con cui nei prossimi giorni la Giunta regionale approverà il progetto “Agro-Salute”, un articolato processo di interazione tra l’assessorato alla Salute e quello all’Agricoltura per la promozione dei corretti stili di vita attraverso la piena adozione della Dieta mediterranea in cui si privilegi il consumo di prodotti siciliani di qualità.

In pratica, il governo regionale, oltre a riconoscere la “Dieta mediterranea come Patrimonio culturale immateriale condiviso parte della propria identità e di quella dei popoli del Mediterraneo”, si impegna a favorirne la diffusione, a cominciare dal suo inserimento all’interno dei programmi scolastici. Verrà, quindi, dato mandato agli assessorati alla Salute, all’Istruzione e all’Agricoltura di costituire un gruppo di lavoro che dovrà redigere uno schema di bando-tipo per le mense pubbliche scolastiche e ospedaliere, che dovrà contenere una percentuale minima di prodotti a km 0 da utilizzare. 

Si va, dunque, oltre l’articolo 18 della legge regionale n.20 del 2005. In un articolo e due commi era già stato imposto il divieto di somministrare a partire dal 1° luglio 2006 prodotti ottenuti da organismi geneticamente modificati nelle attività di ristorazione collettiva scolastica e prescolastica, delle strutture ospedaliere e dei luoghi di cura pubblici e di quelli convenzionati con la Regione, degli uffici pubblici appartenenti alla Regione, agli enti locali e ai soggetti privati convenzionati. Sempre in quella legge era già stato indicato che “per garantire la sicurezza alimentare dei consumatori, i soggetti che gestiscono o svolgono le attività di cui al comma 1 prevedono nelle diete giornaliere l’utilizzazione di prodotti biologici e tradizionali, dando priorità a quelli a denominazione protetta e a indicazione geografica tipica”. Pare che, però, non siano stati condotti sufficienti controlli. Almeno così ha fatto capire Aiab Sicilia, l’associazione per l’agricoltura biologica, qualche settimana fa nel corso del convegno su “Modelli di gestione agroecologica dell’ambiente e prodotti chimici di sintesi: il caso del glifosate”.

Il progetto “Agro-salute” è stato presentato a Catania, nell’ambito della Fiera “CamBio Vita – Expo del sano vivere”, dal presidente della Regione Nello Musumeci e dagli assessori alla Salute Ruggero Razza, all’Agricoltura Edy Bandiera e al Turismo Sandro Pappalardo.Agro-Salute

«La promozione e la valorizzazione della dieta mediterranea – ha sottolineato il governatore – rappresentano uno degli obiettivi del mio Governo. Sì, quindi, ai prodotti locali, biologici, nel rispetto della nostra migliore tradizione enogastronomica. Intediamo sensibilizzare i consumatori sull’importanza del mangiare sano, potendo contare su una vasta e articolata produzione alimentare». 

«Occorre una grande rivoluzione culturale – conclude Musumeci – ben sapendo che siamo sia consumatori, ma anche grandi produttori e che promuovere la qualità del cibo vuol dire premiare le eccellenze del territorio, le sue ricchezze, la sua unicità».

«Una sana alimentazione – afferma l’assessore Razza – vuol dire un corretto stile di vita, oltre che una prevenzione dei tanti rischi nei quali la salute dei cittadini può incorrere. E la Sicilia, purtroppo, è la regione con il più alto tasso di obesità, pari al 47 per cento della popolazione, con un 10 per cento di grave obesità».

Prevista anche la realizzazione di Programmi di educazione alimentare che, oltre alle norme di una sana e corretta alimentazione, comprendano anche la conoscenza delle caratteristiche culturali e alimentari dei prodotti della Dieta mediterranea.

«Quella che lanciamo ai siciliani – sottolinea l’assessore Bandiera – è una grande opportunità. Da un lato per coniugare l’aspetto culturale, visto che la Dieta mediterranea è riconosciuta dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità, dall’altro per i riflessi produttivi e occupazionali. Mangiare siciliano fa bene alla salute, ma anche alla nostra economia».

Sviluppato, Gestito ed ottimizzato da Coffice s.r.l.