Castronovo di Sicilia apre le porte ad Agricastrum 2026. Da oggi 4 settembre a domenica 6 l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia sarà a Castronovo per tre giornate dedicate ad agricoltura, zootecnia, innovazione e futuro delle comunità rurali. Un’occasione per portare al centro della manifestazione il valore della biodiversità animale, la tutela e la valorizzazione delle razze del territorio, l’assistenza tecnica agli allevamenti e il confronto diretto con operatori e imprese del comparto.
All’interno della Fiera sarà presente anche l’Angolo della Biodiversità Animale, a cura dell’Istituto. Domani, sabato 5, alle ore 18:00, è in programma uno degli appuntamenti centrali della manifestazione, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, agricolo e zootecnico. Un momento di incontro tra istituzioni, ricerca e mondo produttivo, per confrontarsi sulle prospettive della zootecnia siciliana e sul ruolo che innovazione, competenze e biodiversità possono avere nello sviluppo del comparto. Interverranno: l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, il sindaco di Castronovo di Sicilia Vitale Gattuso, il deputato questore dell’Ars Vincenzo Figuccia, il direttore generale dell’Istituto Vincenzo Pernice, il commissario straordinario dell’Istituto Giovanni Siino, il ricercatore scientifico Santo Caracappa, Giuseppe Guarino della Guarino Farm, l’agronomo Vincenzo Guarino, il professore associato Salvatore Mastrangelo e Pietro Pecoraro dell’Azienda Agricola Pecoraro.
“Abbiamo messo su, come azione di indirizzo politica con l’Assemblea regionale, una serie di iniziative che coinvolgono i vari dipartimenti dell’amministrazione, tra questi sicuramente anche l’assessorato all’Agricoltura, che a sua volta ha attivato tutti gli enti collegati, come l’Istituto sperimentale zootecnico, per mettere in campo quella che è stata la strategia di indirizzo politico immaginata per la valorizzazione e la salvaguardia delle razze autoctone siciliane“. Ha spiegato Vincenzo Figuccia, che ha aggiunto: “Questo significa parlare di biodiversità, di benessere animale e puntare alla valorizzazione delle razze autoctone al fine di promuovere le nostre carni e tutti i prodotti derivati dai nostri animali. Sarà un’occasione che vede il Castronovo di Sicilia come vetrina posta al centro di quest’area della Sicilia Occidentale, capace di guardare ad un comprensorio di area vasta che mette insieme non soltanto i Comuni vicini, ma anche Comuni più distanti che hanno la presenza di allevatori e di produttori che vedranno in questo spazio, in questa fiera, in questa mostra, un’occasione per portare i loro animali, beneficiare dei servizi che l’Istituto pone in essere, che sono collegati al controllo animale e connettere il sistema produttivo a quello degli allevatori“.
Per Santo Caracappa: “per attenzionare troppo le performance degli animali, abbiamo tralasciato un po’ le esigenze del nostro territorio. Abbiamo abbandonato le nostre aree interne e oggi ci troviamo in una situazione di disagio. Mancando gli animali c’è stato un abbandono dei terreni e oggi ci siamo resi conto che gli animali, così come le persone che accudiscono gli animali, sono i veri custodi del territorio. Il benessere animale è visto in modo diverso rispetto a 20 anni fa, quando si pensava al benessere quell’animale che cresceva a dismisura o quell’animale che produceva chissà quanti litri di latte. Oggi invece questo è visto come una forma di stress. L’allevatore sta cominciando a comprendere che in alcune zone, se non vogliamo abbandonare il territorio, non possiamo andare con quelle razze evocate alla produzione del latte o alla grossa produzione di carne, perché hanno bisogno di mangiare e una serie di comfort che i nostri animali non necessitano. In questi allevamenti servono due linee, una di queste è quella della purezza, per mantenere questa rusticità sempre intatta e cercare di aumentare alcune di queste caratteristiche, necessarie anche per la resistenza alle malattie“.
“Il mondo dell’agricoltura in questo momento è in grave sofferenza. Dubitiamo sulla semina del prossimo anno a causa dei costi esorbitanti del gasolio. Chiediamo di trovare una soluzione immediata. Rischiamo di dover puntare sul grano estero. Cercheremo di comunicare con le autorità sulla necessità di avere una scritta chiara “Made in Italy” sulle confezioni di pasta e sui prodotti finiti per una maggiore trasparenza verso chi vuole comprare italiano. Poi sarà nostro interesse invogliare la gente a comprare il “Made in Italy”. Dovremmo iniziare stipulando un documento concreto e unitario da portare alle istituzioni e firmato da associazioni del territorio e tutti gli esponenti del comparto che vogliono interagire per dare un contributo“. Ha spiegato Giuseppe Guarino.
“Castronovo quest’anno è stata protagonista di due gravi incendi che hanno devastato circa 2.500 ettari di territorio“. Ha evidenziato Vincenzo Guarino che ha aggiunto: “Diverse aziende hanno avuto dei cospicui danni e diversi boschi, oliveti e anche pascoli sono stati bruciati. A questo si aggiunge che negli ultimi anni alcuni prodotti come latte o vino si stanno deprezzando. Le istituzioni dovrebbero intervenire tutelando l’agricoltore e l’allevatore siciliano, cercando anche di avere un monitoraggio di ciò che viene dall’estero e soprattutto la qualità, ma anche il prezzo, perché qui abbiamo un prodotto di maggiore qualità. Bisogna tutelarlo e non metterlo in competizione con prodotti che non sono della stessa qualità. Bisogna andare oltre i soliti interventi tampone e cercare di rendere remunerativa l’agricoltura siciliana così da sfavorire l’esodo dell’agricoltura“.
“Oggi abbiamo una perdita graduale delle razze locali, sostituite con le razze cosmopolite, quelle selezionate e più produttive, e quindi che offrono più reddito. Oggi però si è compresa la loro importanza, soprattutto, per esempio, nell’ottica dei cambiamenti climatici, perché sono quelle razze che risponderanno meglio all’innalzamento delle temperature, perché hanno quelle caratteristiche di adattamento nel loro patrimonio genetico“. Ha dichiarato Salvatore Mastrangelo. “Ci troviamo – ha sottolineato – da un lato a dover produrre e utilizzare le razze migliorate, dall’altro però a cercare di conservare e dare anche un valore economico alle razze locali che sicuramente ci serviranno in un prossimo futuro, anche perché la zootecnia sta cercando di evolversi verso nuove tematiche come la sostenibilità. Bisogna trovare un connubio tra produttività e sostenibilità. E le razze locali, probabilmente, possono rispondere a queste richieste. Rispetto alle altre Regioni italiane, dal punto di vista dell’assistenza tecnica, siamo un po’ indietro. Spesso gli allevatori vengono lasciati soli con i propri mezzi“.





