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Aethina tumida, a Lentini l’Asp distrugge 91 alveari. L’Aras invita alla collaborazione

alveari

(di Angela Sciortino) Il Servizio Sanità Animale dell’Asp di Siracusa lo scorso 23 giugno ha distrutto 91 alveari perchè infestati dal coleottero Aethina tumida, il pericoloso coleottero che può causare il danneggiamento dei favi e la perdita di miele e polline. Le api sono state uccise con anidride solforosa e si è provveduto alla distruzione con il fuoco di tutto l’apiario, alla disinfestazione e all’aratura del terreno.

«Ancora una volta la provincia di Siracusa si ritrova coinvolta, incolpevole, nel terribile vortice delle malattie soggette a denuncia obbligatoria dell’Unione Europea», spiega Giovanna Fulgonio, responsabile del servizio. «A maggio scorso abbiamo avuto la richiesta di intervento da parte delle forze dell’ordine che – aggiunge – avevano rintracciato delle arnie che un apicoltore catanese fermato in Calabria, unica regione che ancora è sede di focolai di Aethina tumida, stava trasportando fraudolentemente nella sua azienda a Lentini».

La vicenda che ha preoccupato e diviso la popolazione degli apicoltori siciliani è stata dettagliatamente ricostruita da Giovanni Caronia, presidente dell’Aras, l’Associazione regionale Apicoltori che in un comunicato rivolto agli associati li invita a collaborare con i veterinari e con la forestale nella ricerca sul territorio siciliano e nella fornitura di qualsiasi informazione si ritenga utile. Si cercano, infatti, ancora 16 arnie che insieme alle 13 distrutte nell’apiario di Lentini fanno parte di un “lotto”  rubato in Calabria.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha prescritto un raggio di 5 chilometri all’interno del quale non è consentita alcuna movimentazione. Gli apicoltori interessati al blocco sono stati tutti contattati dai veterinari. Chi è in regola con la denuncia obbligatoria degli apiari e non è stato contattato, però può ritenersi libero di muovere le arnie.

Caronia, inoltre, dissente in parte con quanto dichiarato da Vincenzo Stampa, presidente di Fai Sicilia, che ha invitato a non spostare il materiale apistico fornito alle serre. «Ammesso che in questo periodo ci siano ancora api dentro quei cassettini – osserva il presidente dell’Aras – è semmai un bene che gli apicoltori vadano a controllare quel materiale, sebbene venduto agli agricoltori, e lo ritirino dalla circolazione comunque o lo distruggano sul posto, giusto perché non si sa mai». E aggiunge: «È vero che potrebbe essere arrivato clandestinamente materiale infetto dalla Calabria, ma ad oggi di questo non c’è alcuna evidenza».

La prossima settimana si riunirà la Commissione europea per prendere decisioni in merito alla questione Aethina tumida e anche dal Ministero della Salute potrebbero arrivare novità. Sembra esserci da parte del Ministero la disponibilità a rivedere le attuali norme – tra queste la distruzione dell’intero apiario al ritrovamento di un solo esemplare di coleottero – che si sono dimostrate devastanti per l’apicoltura calabrese, totalmente inefficaci nel contenimento del parassita, e che hanno aumentato la sfiducia degli apicoltori verso le istituzioni.

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