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A Tasca d’Almerita il premio Brit International Award of Excellence 2019

Tenuta Tascante Tasca d'Almerita

(di Redazione) All’azienda Tasca d’Almerita il premio Brit International Award of Excellence 2019, istituito nel 2010 dal Botanical Research Institute of Texas, centro internazionale di ricerca senza scopo di lucro che si concentra soprattutto sulla conservazione della biodiversità.

Il premio viene conferito a chi pratica viticoltura sostenibile seguendo un approccio “ground to glass”, quindi dalla terra al bicchiere. Nella valutazione vengono considerate le azioni svolte dalle aziende vitivinicole per migliorare il proprio livello di sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica e sociale. Proprio per questo l’ambita medaglia d’oro è stata concessa all’azienda siciliana da anni impegnata nel progetto SOStain, programma di sostenibilità per la viticoltura italiana, che costituisce oggi la “bussola” di tutta la realtà di Tasca d’Almerita. 

Alberto-Tasca-sostenibilità

Alberto Tasca d’Almerita

«Chi fa viticoltura è un “custode della terra” e questo significa essere consapevoli dell’impatto che ogni nostra azione provoca intorno a noi e fare scelte responsabili per non compromettere la vita e il lavoro dei nostri figli, dei nostri nipoti e di chi lavora con noi da generazioni», dice Alberto Tasca d’Almerita, ottava generazione di viticultori. «La Sicilia – continua – è una regione che possiede un’enorme ricchezza varietale, detiene il 25 per cento della biodiversità europea e il 50 per cento di quella italiana, presenta condizioni climatiche generalmente favorevoli, tante tipologie di suolo, solo dodici ne contiamo nella Tenuta Regaleali, preziose risorse genetiche naturali e culturali che permettono di diversificare le produzioni enologiche. Praticare un’agricoltura sostenibile ci consente non soltanto di custodire e preservare questo patrimonio, ma anche di lavorare in un sistema trasparente dove tutti, attraverso la condivisione e il confronto continuo, tendono a migliorare continuamente. Insomma, il bene comune diventa l’obiettivo prioritario».

Tasca d’Almerita – cinque tenute nei territori più vocati alla viticultura in Sicilia – ha abbracciato una filosofia di sostenibilità onnicomprensiva: SOStain, infatti, misura quantitativamente l’impatto delle attività di tutta l’azienda e non solo del processo di produzione, utilizzando dieci requisiti minimi di sostenibilità, che includono aspetti che vanno dalla gestione della sostanza organica del suolo al controllo del peso delle bottiglie, dalle modalità di reclutamento dei lavoratori alle ricadute economiche che l’attività ha sul territorio, dell’impiego di energia da fonti rinnovabili fino alla misurazione della biodiversità e alla protezione del paesaggio. Uno di questi requisiti prevede il calcolo di quattro indicatori, aria, acqua, vigneto e territorio), così come prevede il programma “Viva” promosso dal Ministero dell’Ambiente.

A febbraio del 2017, dopo quasi dieci anni di studio su vigneti, cantine e territorio, Tasca d’Almerita è stata la prima azienda vinicola ad essere formalmente riconosciuta con la certificazione SOStain, e la certificazione di organizzazione Viva, concesse da un ente terzo indipendente.

Il programma SOStain è basato su regole precise e su indicatori misurabili e lavora su più fronti. Per esempio, partendo dalla produzione e quindi dal campo, il primo requisito del disciplinare SOStain autorizza le aziende ad effettuare soltanto quei trattamenti che sull’ambiente, sul consumatore e sull’agricoltore hanno un impatto uguale o inferiore a quello del biologico.

Ma anche in cantina, l’obiettivo è quello di ridurre l’impatto sulle varie fasi che attengono alla lavorazione, all’imbottigliamento, agli imballaggi, controllando per esempio il peso delle bottiglie che incide maggiormente sulla produzione di gas ad effetto serra o i consumi idrici. 

Dal 2011 al 2017, Tasca d’Almerita ha alleggerito il peso di quasi un milione di bottiglie in vetro, risparmiando l’equivalente di oltre cento tonnellate di emissioni di CO2. Per diminuire anche l’impatto derivato dal consumo di combustibili fossili per la meccanizzazione in campo e l’impatto determinato dal maggior dispendio energetico in cantina –  necessario a rendere indipendente l’azienda dai cicli stagionali e dalle condizioni meteorologiche – nella tenuta Regaleali sono stati installati tre sistemi fotovoltaici che producono energia, l’ultimo dei quali entrato in funzione nel 2018. Nel corso degli ultimi sette anni, questi impianti hanno reso possibile un risparmio di oltre mille tonnellate di CO2. Nel 2017, inoltre, sia nella Tenuta Regaleali sia nella Sallier de La Tour, è stata effettuata la rilevazione pilota della biodiversità, secondo il protocollo messo a punto dall’Observatoire Agricole de la Biodiversitè, che ha previsto quattro tipi di rilevazioni: lombrichi, farfalle, invertebrati terrestri e impollinatori. 

Per Tasca adesso l’obiettivo di medio termine è estendere il protocollo SOStain anche ai propri fornitori, in modo da ottenere il pieno controllo delle materie prime e diminuire, con un effetto a cascata, l’impatto ambientale dei fornitori di beni e servizi coinvolti lungo la catena di produzione.