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Il suino nero dei Nebrodi riammesso tra i presidi di Slow Food

(di Redazione) Il suino nero dei Nebrodi è stato riammesso tra i Presidi di Slow Food. «La notizia ripresa dalle dichiarazioni del referente regionale di Slow Food, rappresenta una nuova partenza per rilanciare e valorizzare ancor più il suino nero dei Nebrodi che rappresenta per Mirto una delle attività economiche più importanti, ma soprattutto ricrea serenità tra le aziende agricole del territorio», ha dichiarato Maurizio Zingales, il sindaco di Mirto nel riprendere la nota del vice presidente regionale di Slow Food, Francesco Sottile, durante la manifestazione “Cheese” svoltasi nei giorni scorsi a Bra in Piemonte. Il Presidio era stato sospeso in via cautelare alla fine del 2016 quando si diffuse la notizia degli arresti e delle indagini sul giro di carni macellate clandestinamente sui Nebrodi. Adesso però torna a mietere successi come quello ottenuto in occasione di un laboratorio del gusto svoltosi durante il Cheese di Bra, dove il prosciutto di suino nero è risultato il migliore battendo i blasonati Culatello di Zibello e il crudo di S. Daniele.

Si ricompone, così, la buona reputazione dei prodotti di Mirto e dei Nebrodi che a buona ragione assumono il ruolo di protagonista nella gastronomia siciliana. Insieme al suino nero dei Nebrodi si sta puntando, infatti, al rilancio degli altri prodotti che caratterizzano il territorio di Mirto. Tra questi i formaggi e le olive (anch’essi presidi Slow Food) con particolare attenzione alle cultivar tipiche tra cui spicca la Vaddarica (o Scarsitta di Mirto) che nei prossimi giorni saranno protagonisti del Festival dell’olio di oliva dei Nebrodi. Un appuntamento giunto alla 3a edizione e che vedrà la dieta mediterranea, patrimonio dell’Unesco, in cui l’olio è elemento fondamentale, al centro del dibattito e dell’attenzione soprattutto per le giovani generazioni.