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Obbligo certificato antimafia. Agrinsieme alla Regione: sbloccare i pagamenti Psr

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(di Angela Sciortino) Premi Ue bloccati per gli agricoltori siciliani così come per tutti i colleghi italiani. Lo scorso 19 novembre è scattato l’obbligo per gli enti pagatori (per la Sicilia è Agea), di acquisire la certificazione antimafia per tutti i beneficiari degli aiuti europei destinati al settore agricolo. Alla novità, introdotta dalla legge 161/2017 che ha reso regola nazionale il cosiddetto protocollo Antoci, non si era preparato nessuno, nemmeno le Prefetture che devono provvedere all’emissione della certificazione e così si è generato il blocco dei pagamenti.

Rosa Giovanna Castagna, presidente della Cia e portavoce di Agrinsieme Sicilia (il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari) obietta: «Nessuno intende esimere la categoria dal controllo, ma vanno individuati metodi che non penalizzino gli agricoltori». E aggiunge: «In ogni caso le nuove regole non possono essere attivate in fase di pagamento».

Le associazioni di Agrinsieme sono molto preoccupate per l’accumularsi di ulteriori ritardi ai pagamenti che risalgono a qualche anno fa e che si aggiungono anche a una periodo difficile che sconta l’andamento climatico sfavorevole dei mesi scorsi. Per questo hanno chiesto «un incontro con il Governo regionale affinché intervenga nelle opportune sedi istituzionali a difesa delle aziende agricole penalizzate dai ritardi relativi ai pagamenti degli anni passati e sui quali chiediamo senza più proroghe l’immediata erogazione».

Non è stata sufficiente a tranquillizzarle, dunque, la modifica introdotta con il maxi-emendamento al decreto legge fiscale che esenta dalla certificazione antimafia le aziende che devono incassare meno di 5mila euro. Al provvedimento restrittivo, infatti, a livello nazionale restano soggette ancora circa 300mila aziende agricole, circostanza che mette le aziende siciliane più in difficoltà delle altre: «Alla mancata disponibilità delle risorse del 2017 – ricorda Castagna – si aggiunge il già gravissimo e non più giustificabile ritardo dei pagamenti delle annualità 2015 e 2016». Per fortuna, si fa per dire, il blocco riguarda solo i pagamenti dei premi a superficie a valere sul Psr; se si fosse trattato, infatti, anche dei premi comunitari accoppiati che devono essere erogati entro termini rigidi, si rischiava il blocco da parte delle autorità europee.

Per Agrinsieme Sicilia non rappresenta, poi, nemmeno un giusto e accettabile compromesso l’emendamento approvato in Commissione Agricoltura che innalza il tetto minimo di contribuzione a 25mila euro che – è bene sottolinearlo – è una semplice deroga alla legge la cui validità decadrebbe il 31 dicembre 2018. «Questo non sarà sufficiente a snellire le procedure e velocizzare i pagamenti; il provvedimento che ha introdotto quest’obbligo è eticamente inaccettabile perché riferito alla sola categoria agricola», taglia corto Castagna.