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Lombardo (M5S) incontra Agea: pagamenti del biologico, tempi ancora incerti

biologico

(di Redazione) Tempistica ancora incerta per lo sblocco dei pagamenti per le aziende agricole siciliane che hanno partecipato al bando del biologico del 2015. La questione deve passare, infatti, anche da un’interlocuzione con l’Europa. Questo, in soldoni, quanto una delegazione di deputati M5S delle commissioni Agricoltura di Camera e Senato ha appreso ieri nel corso di un incontro con i vertici di Agea, l’ente statale pagatore per il settore agricolo. «Purtroppo – afferma il deputato a Montecitorio Antonio Lombardola tempistica per lo sblocco dei pagamenti non può che essere ancora incerta. L’errore che ha causato il blocco nasce dall’inserimento all’interno del bando 2015 di alcune regole di controllo molto stringenti che hanno provocato numerose anomalie, per correggere le quali si deve necessariamente passare da una interlocuzione con la Commissione europea, poiché quest’ultima, di concerto con la Regione, ha approvato le schede di misura riportate nel bando. Una modifica unilaterale dei requisiti, infatti, potrebbe esporre la Regione ad una indefinita serie di ricorsi da parte di aziende che all’epoca non parteciparono al bando».

Le anomalie più diffuse tra quelle riscontrare sono due: 1) riscontri negativi delle pratiche con il sistema informativo del biologico (molte domande presentano una superficie maggiore rispetto a quella presente nel sistema informativo biologico); 2) continuità di conduzione sulle superfici (l’azienda al momento della presentazione della domanda doveva avere la disponibilità delle superfici per i 7 anni della durata dell’impegno e i titoli di conduzione dovevano essere registrati.

«Noi comunque non ci fermiamo – afferma Lombardo – io e i miei colleghi seguiremo da vicino la situazione per cercare di dare il nostro contributo a risolvere una vicenda che ha portato migliaia di aziende siciliane con l’acqua alla gola». E conclude che intende approfondire la questione anche sotto il profilo giuridico per verificare in modo attento i presupposti per una eventuale azione legale a tutela delle migliaia di aziende che, pur risultando beneficiarie della misura, così come risulta dalla graduatoria, si trovano con un pugno di mosche in mano.