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La Ue promuove la Sicilia per la spesa del Psr 2014-2020. Gli agricoltori no

(di Angela Sciortino) Si sono conclusi ieri a Catania, presso il Monastero dei Benedettini, i lavori del Comitato di Sorveglianza del Psr 2014 – 2020. Scopo della riunione periodica: fare il punto sullo stato di attuazione del Programma di Sviluppo Rurale con la Commissione Europea e con i referenti istituzionali e regionali ovvero Ministero per le Politiche Agricole, Ministero dell’Economia, Ministero dell’Ambiente, Ministero dell’Università e della Ricerca, Agea, e i rappresentanti del partenariato.

A presiedere il Comitato l’Assessore per l’Agricoltura, Edy Bandiera che dichiarandosi soddisfatto dei progressi compiuti dal programma, ha anche ricordato che «sono in corso le procedure per la modifica e l’integrazione di alcune misure, frutto anche del confronto con il partenariato pubblico-privato».

La Sicilia, a sentire i dati snocciolati dal Commissario della Dg Agri, Leonardo Nicolia, non ha nulla da temere nel confronto con le altre regioni italiane: la media della spesa del Psr in Europa è del 28%, in Italia è del 18% mentre la Sicilia ha raggiunto il 21%. E così, oltre all’apprezzamento della Commissione Europea per i progressi compiuti e i livelli di spesa raggiunti, la Regione Sicilia incassa anche l’apprezzamento del Ministero dell’Economia, del Ministero dell’Ambiente e di Confagricoltura. Ad oggi la spesa pubblica ha raggiunto 441.825.166,91 euro ponendo la Sicilia tra le prime regioni d’Italia in linea con le migliori performance nazionali. «Ciò ha consentito di superare l’obiettivo di spesa fissato per il 2018», ha aggiunto Bandiera.

L’originaria dotazione finanziaria complessiva del Psr Sicilia 2014/2020 pari a 2.212.747.107,44 euro è scesa ad 2.184.171.900,83 euro dopo la rimodulazione finanziaria effettuata nel 2017 per il cosiddetto trasferimento di solidarietà a favore dei Psr di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, le regioni duramente colpite dal terremoto del 2016. Fino al 30 aprile scorso sono stati emanati 46 bandi che hanno messo in gioco risorse pubbliche (regionali, nazionali ed europee) per 1.221.183.262,99 euro. Ma, assicurano in Assessorato, entro l’anno saranno esitati altri nuovi 18 bandi.

Soddisfatto l’assessore Bandiera: «Siamo di fronte ad una Sicilia che esce a testa alta dal Comitato di Sorveglianza Molto spesso per luoghi comuni si pensa che la Sicilia non sia capace di spendere i fondi comunitari, mentre oggi abbiamo avuto l’attestazione, anche da parte del rappresentante della Commissione Europea, che la Sicilia si pone, per spesa a valere sul Psr, tra le prime regioni italiane». E continua: «È un attestazione importante del lavoro svolto, al quale come governo regionale stiamo imprimendo una forte accelerazione. Vogliamo consegnare ai siciliani un’agricoltura moderna, eccellente e pronta a cogliere e a vincere le sfide presenti e future».

Quanto detto in Comitato di Sorveglianza però non sembra convincere Coldiretti ha organizzato a Palermo una grande manifestazione di piazza con agricoltori provenienti da tutta la Sicilia «per dire basta all’immobilismo». La burocrazia, si legge in un comunicato dell’organizzazione professionale, sta uccidendo le iniziative imprenditoriali dei giovani. La lentezza con cui vengono emanati e analizzati i bandi del Programma di Sviluppo Rurale sono estenuanti. Il Consiglio di Coldiretti Sicilia ha deciso per la (ormai raramente praticata) forma di protesta più eclatante perché «sono circa 5 mila i giovani che hanno presentato la richiesta di insediamento che aspettano ancora di sapere se potranno o no avviare la propria azienda», sottolinea il presidente regionale, Francesco Ferreri.

Ma la questione giovani è solo uno dei temi che spingono Coldiretti Sicilia a scendere in piazza. Per la misura 4.1 (sostegno agli investimenti alle aziende agricole) l’iter è partito nel 2016 con la pubblicazione del bando e ad oggi la graduatoria è ancora provvisoria: si tratta di altri 100 milioni di euro messi a bando che rimangono parcheggiati.

L’inefficienza della macchina burocratica, denuncia Coldiretti, riguarda anche la misura 11 (agricoltura biologica) con una dotazione finanziaria iniziale di 417 milioni. Ad oggi per il bando per il 2015 è stato pagato circa il 50 per cento dei produttori ma sola prima annualità e cioè il 2015. In sostanza, non sono state erogate neanche tutte le somme del cosiddetto trascinamento e cioè quelle spettanti per gli anni passati. Il motivo di tanto ritardo è ignoto. Di certo c’è il rimpallo di responsabilità tra Regione e Agea. Nella piattaforma rivendicativa (così si chiamavano un tempo i documenti politici che supportavano le azioni sindacali comprese le manifestazioni di piazza) le tante lacune sul tema della concertazione (non si può decidere tutto senza il confronto con le parti in causa) e «temi emergenti del settore come per esempio l’Ocm vino o il prezzo dell’acqua erogata dai Consorzi di Bonifica che ha raggiunto un prezzo così elevato da far impallidire anche i gioiellieri».  Un ultima stoccata della Coldiretti riguarda il problema degli incendi visto che nelle scorse settimane, complici le temperature elevate e il vento, il fuoco è già divampato in tante parti della Sicilia: «Non è possibile – afferma il presidente regionale Ferreri – che in tanti anni nessuno sia riuscito a riordinare il sistema antincendio».

Nemmeno Cia Sicilia sembra molto convinta dei risultati sbandierati con entusiasmo alla fine del Comitato di Sorveglianza. Ma si mostra più conciliante e così Rosa Giovanna Castagna, presidente regionale, auspica che l’assessore Bandiera tenga fede all’impegno di convocare entro la prossima settimana il tavolo tecnico da troppo tempo annunciato. «Non sono più tollerabili ulteriori attese; aspettiamo risposte certe e soluzioni immediatamente praticabili». Il riferimento, per chi non l’avesse capito, è al pagamento dei premi per l’agricoltura biologica.