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Il Consorzio Doc Sicilia apre alle vendemmie tardive di Grillo, Inzolia e Catarratto

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(di Angela Sciortino) Con la decisione di modificare l’articolo 6 del disciplinare di produzione circa le caratteristiche al consumo della tipologia vendemmia tardiva di Grillo, Inzolia e Catarratto, il Consorzio della Doc Sicilia viene incontro alle richieste dei produttori di Grillo “diverso” facendo rientrare così la polemica che si era innescata all’interno del Consorzio tra i big del vino e i piccoli produttori “ribelli”. Quelli che avevano mal digerito la decisione di qualche mese fa con cui è stato modificato il disciplinare imponendo la Doc Sicilia per i vini monovitigni di Grillo e Nero d’Avola.

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Nino Barraco

Le modifiche approvate dall’assemblea assecondano le esigenze di alcune cantine che avevano segnalato come diversi vini rimanevano esclusi dalla Doc Sicilia perché, viste le modalità di produzione, era impossibile rientrare nei parametri previsti dal disciplinare. Nino Barraco, dell’omonima azienda vinicola di Marsala che produce un Grillo “diverso” aveva sollevato il problema è soddisfatto: «Il passo compiuto dall’assemblea della Doc Sicilia è importante: la nostra richiesta era quella di aprire un dialogo tra la Doc e i piccoli produttori che erano rimasti esclusi dal progetto Grillo per far sì che diventasse una realtà condivisa da tutti. Sono soddisfatto perché si stanno trovando le soluzioni per poter valorizzare il Grillo sia da parte di chi lavora in maniera artigianale come me, sia per chi ha un’idea innovativa del Grillo. Da marsalese, il fatto che si riesca a dare visibilità idonea al Grillo ossidativo con la vendemmia tardiva è un valore aggiunto. Quello che per me è il miglior Marsala possibile, il “Marsala Pre British”, potrà avere una nuova visibilità grazie alle modifiche del disciplinare».

L’assemblea della Doc Sicilia ha anche deliberato di avviare la sperimentazione su alcune nuove tipologie di vini cosicchè nel giro di qualche anno possano essere inserite nel disciplinare.

Dopo un lungo lavoro di ricucitura tra le diverse anime della Doc Sicilia che è durato qualche mese, il presidente Antonio Rallo ha ammesso che «la Doc Sicilia ha tra i suoi obiettivi quello di coinvolgere tutto il sistema vinicolo in un progetto che miri alla tutela della qualità. Il nostro lavoro di questi mesi, condiviso da tanti produttori, raggiunge un risultato importante: abbiamo accolto proposte che contribuiscono a valorizzare diverse realtà che compongono il “continente vinicolo siciliano”. Essere inclusivi, promuovere e difendere il brand Sicilia e garantire il rispetto di elevati standard di qualità, è un percorso che non conosce soste».

Ben viste anche da Renato De Bartoli di Baglio Pianetto le modifiche al disciplinare approvate dall’ultima assemblea: «Il nostro obiettivo era allargare un contenitore che già esisteva per accogliere alcune tipologie di vini che erano rimaste fuori dal Disciplinare della Doc. Il contenitore è quello della vendemmia tardiva secca, che può contemplare vini con un livello alcolico più alto e un colore più accentuato. Molti vini monovarietali tra cui Grillo, Inzolia e Catarratto che prima non potevano essere catalogati come Doc Sicilia, con le piccole modifiche al disciplinare adesso potranno essere tutelati dal Consorzio. Tra questi c’è il “Natir Inzolia”, un vino sperimentale, didattico».