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Etica e legalità nel comparto agrumicolo. Oranfrizer e Coa siglano un protocollo

avorazione agrumi Oranfrizer

(di Angela Sciortino) È il primo accordo di eticità e legalità siglato in Sicilia da aziende che operano nel comparto agrumicolo. Da una parte Oranfrizer e Coa due grandi realtà siciliane del commercio e della trasformazione degli agrumi che hanno sede nel Catanese, dall’altra Flai-Cgil e Fai-Cisl, lo scorso 27 giugno hanno sottoscritto il primo “Protocollo per l’Eticità e la Legalità del Lavoro nel Territorio”, sottolineando in questo modo che non tutte le filiere sono sporche e che l’illegalità danneggia fortemente il comparto ortofrutticolo.

Con l’impegno sottoscritto la scorsa settimana, Oranfrizer e Coa dicono no al caporalato, al lavoro nero, all’evasione contributiva, ai fenomeni degenerativi del comparto ortofrutticolo.

L’accordo fa sì che le due aziende possano godere dei benefici previsti per quelle strutture che entrano a far parte della cosiddetta “Rete del lavoro di qualità” prevista dalla legge n.199 del 29 ottobre 2016 (quella per intenderci che ha inasprito il contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura, ndr). Il protocollo firmato il 27 giugno prevede l’integrale applicazione delle leggi, dei contratti, degli standard di sicurezza in materia di lavoro e prevede anche l’intenzione di richiedere anche ai fornitori, all’atto di stipula dei contratti, le documentazioni aziendali che attestino la regolarità contributiva e il rispetto della contrattazione collettiva.

Per Oranfrizer, che con 420 dipendenti rappresenta una tra le maggiori aziende che operano nella commercializzazione e trasformazione degli agrumi, la qualità del lavoro è un punto di forza. Spiega Nello Alba, amministratore unico di Oranfrizer: «Il nostro obiettivo è contagiare legalmente il comparto agrumicolo siciliano, costantemente danneggiato da frequenti episodi di abuso spesso alla ribalta della cronaca. È irrinunciabile contrastare chi vuole crescere speculando sui diritti dei lavoratori. Se chi opera l’intermediazione illecita di manodopera negli agrumeti e chi si ostina a non versare i contributi trova spazio sui mercati, saremo vittima di una concorrenza sleale impossibile da contrastare. L’illegalità ci danneggia, ci frena, ci limita. Vogliamo propagare etica e legalità nel nostro settore e contiamo anche sull’intervento dello Stato affinché possa impedire la commercializzazione di tutti i frutti raccolti e prodotti illegalmente, perché questi frutti risultano più convenienti dei nostri. Non è semplice stare in un mercato in cui l’illegalità incide sul prezzo. I frutti dell’abuso trovano accesso facile e immediato ai mercati perché hanno prezzi bassi grazie all’evasione, al lavoro nero e a tutti i reati diffusi nel comparto ortofrutticolo che vanno estirpati senza esitare, con determinazione, perché sporcano i mercati e limitano la crescita di chi rispetta le leggi e i dipendenti». Gli fa eco Rocco Lardaruccio, amministratore delegato della Coa srl, che spiega: «Questo patto di legalità è frutto di un impegno costante da parte della nostra azienda nel rispettare le leggi e i contratti, applicando tutti gli standard in materia di sicurezza del lavoro. Risultati che purtroppo, anche se può sembrare strano, ancor oggi in Sicilia è difficile raggiungere, perché sono diffusi troppo spesso fenomeni degenerativi del mercato del lavoro, con frequentissimi episodi di evasione contrattuale e contributiva, lavoro nero e varie forme di sfruttamento della manodopera».