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Coldiretti Sicilia denuncia: Psr troppo a rilento su giovani e biologico

Coldiretti Sicilia

(Luigi Noto) Sono migliaia i giovani che hanno presentato la richiesta di insediamento alla fine del 2017 e aspettano ancora di sapere se potranno o no avviare la propria azienda. Lo denuncia Coldiretti Sicilia che, sottolineando “l’andamento lento” del Programma di sviluppo rurale, evidenzia come il Psr da trampolino di crescita si stia trasformando in un vero e proprio labirinto burocratico da cui è difficile uscire. L’istruttoria vera e propria delle pratiche agli ispettorati provinciali è cominciata solo da un paio di mesi. Niente di strano, quindi, che non si sappia ancora nulla della graduatoria. Di sicuro c’è un dato. Per gli under 40 c’era una posta di 40 milioni di euro e il contributo – a fondo perduto ma vincolato alla realizzazione di un piano aziendale con un’altra misura del Psr – che sarà erogato per l’insediamento è di 40 mila euro. Il conto è presto fatto: dei 4600 aspiranti al premio di primo insediamento potranno riceverlo solo in mille. E gli altri? Se lo vogliono, possono ugualmente diventare imprenditori agricoli, ma lo faranno senza incentivo.

Ma la misura 6.1 non è la sola a rimanere senza risposte. Coldiretti Sicilia affonda e denuncia: «Ancora più eclatante è il caso della misura 4.1 quella destinata al sostegno degli investimenti nelle aziende agricole. L’iter è partito il 14 dicembre 2016 con la pubblicazione del bando e ad oggi la graduatoria è ancora provvisoria: si tratta di altri 100 milioni di euro messi a bando che rimangono parcheggiati».

«E se questo ancora non bastasse – aggiunge l’organizzazione agricola siciliana – ci sono ben 224 milioni fermi sulla misura 10 destinata ai pagamenti agro – climatico – ambientali». Ma il piatto forte dell’inefficienza della macchina burocratica riguarda la misura 11 per l’agricoltura biologica, la “più dotata” dal punto di vista finanziario con i suoi 417 milioni di euro. Ad oggi per il bando per il 2015 solo al 50 per cento dei produttori è stato pagato il premio e per di più solo quello della prima annualità, ovvero il 2015. Di chi è la responsabilità? Di Agea? Della Regione? Entrambe rimpallano tra loro. Agli agricoltori sembra che tutt’e due abbiano commesso parecchi errori. E da più parti in Sicilia molti agricoltori non fanno mistero del fatto che senza questo aiuto rischiano di chiudere battente.

Tanti interrogativi riguardano anche la concertazione su altri temi emergenti del settore come per esempio l’Ocm vino. Coldiretti Sicilia punta il dito contro il recente bando Ocm vino e denuncia: «Nonostante durante l’ultimo incontro in assessorato tutte le parti, unanimemente, avessero indicato le azioni da mettere in campo, ci si è ritrovati con un bando che non risponde alle esigenze del territorio».

E per finire l’organizzazione agricola ricorda come benché sia passato già un anno dai devastanti incendi che hanno percorso vaste aree della Sicilia, manca ancora un piano particolareggiato di difesa dell’ambiente e del territorio.