A quasi due anni dall’acutizzazione dell’emergenza siccità, la Sicilia si trova ancora a fare i conti con una crisi idrica strutturale, tra invasi mal gestiti, risorse insufficienti e contraddizioni tra dati incoraggianti e pericoli reali. Secondo il report dell’Autorità di bacino siciliana, al primo settembre 2025 gli invasi contenevano circa 311,4 milioni di m³ d’acqua, una cifra che rappresenta un +31% rispetto allo stesso periodo del 2024. Tuttavia, nel giro di un mese (da luglio a settembre) sono stati prelevati oltre 46 milioni di m³ di acqua. Non tutti i bacini stanno beneficiando allo stesso modo, mentre dighe strategiche come Lentini, Pozzillo e Don Sturzo/Ogliastro mostrano livelli relativamente solidi, altri invasi minori, come Comunelli, Disueri e Zaffarana sono praticamente a secco. Un paradosso raccontato da più fonti, alcuni invasi non sono collaudati per il pieno volume, e quindi l’acqua accumulata dopo…



