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Agro-omeopatia, un corso di tre giorni per capirne i principi e imparare ad applicarla

agro-omeopatia

(di Angela Sciortino) Si può superare in “pulizia” e “salubrità” l’agricoltura biologica e l’agricoltura biodinamica? Non si può ancora dire, ma da quasi trent’anni si studia l’agro-omeopatia, ovvero la possibilità di applicare alle piante coltivate le tecniche omeopatiche. I risultati? Secondo Lucietta Betti che, ora in pensione, per anni ha diretto a Bologna il laboratorio di Agro-omeopatia presso il Dipartimento di Scienze Agrarie sono «Incoraggianti, ma ancora c’è molto da indagare». E per imparare principi, tecniche e modalità due entusiasti dell’agro-omeopatia, Francesco Di Lorenzo, agronomo e Giorgio Ciaccio, medico omeopata, hanno esso a punto perfino un corso di formazione per tecnici e agricoltori (professionali e hobbisti).
Le tre ore in cui la Betti ha tenuto letteralmente banco di fronte a una platea di curiosi, studiosi, appassionati, tecnici agricoli e agricoltori, hanno destato l’interesse anche di tantissimi medici, invitati dalla Scuola di Medicina Integrata di Palermo e dall’Ordine dei Medici. «Peccato che lo stesso invito non sia stato fatto dall’Ordine dei Dottori agronomi e forestali ai propri iscritti», si è rammaricato a bassa voce Francesco Di Lorenzo, tra i promotori, insieme a Giorgio Ciaccio, medico omeopata, del seminario.
Per le piante, è stato sottolineato, non vale l’effetto placebo che viene invocato per spiegare a volte l’efficacia dei trattamenti omeopatici, ma vale il principio dei “simili” secondo cui, come sosteneva Samuel Hahnemann, ritenuto il padre dell’omeopatia, “ogni sostanza farmacologicamente attiva capace di provocare, a dose ponderale nell’individuo sano, determinati sintomi può anche eliminare sintomi simili nell’individuo malato, a condizione di essere utilizzata a debole dose”. Secondo questo principio, dunque, le malattie si guariscono con sostanze che producono nel soggetto sano i sintomi caratteristici della patologia da combattere. Un’osservazione che era già stata indicata da Ippocrate, il quale affermava: “I simili sono curati dai simili”.
Lucietta Betti ha dedicato una parte della sua esposizione ai due principi cardinali della medicina omeopatica secondo Hahnemann: il “principio delle diluizioni infinitesimali” secondo cui l’azione dei medicamenti aumenta progressivamente con il diminuire della dose, e il processo di “dinamizzazione“, ovvero l’energica agitazione a cui deve essere sottoposta la sostanza, durante i passaggi della diluizione, per potenziare la sua azione terapeutica.
L’agro-omeopatia, proprio come l’omeopatia classica umana, consiste nell’applicazione alle coltivazioni agrarie di soluzioni acquose contenenti sostanze altamente diluite che hanno subito un processo di agitazione (dinamizzazione). Ma a differenza della terapia omeopatica che si rivolge al singolo individuo ed è calibrato su di esso, l’agro-omeopatia si rivolge a un gruppo di organismi vegetali tra loro diversi, riuniti a formare sistemi viventi complessi chiamati agroecosistemi. «Per questo l’approccio omeopatico all’agricoltura è decisamente più complesso», osserva Francesco Di Lorenzo.
Tra i principali esponenti di tale disciplina vi è stato il medico omeopata olandese, da poco scomparso, V.D. Kaviraj che ha pubblicato il primo libro dedicato a tale argomento e che ha operato fondamentalmente in Australia. Nei paesi latino americani opera, invece, un ceco naturalizzato messicano. Si chiama Radko Tichavsky, anch’egli autore di ben due libri sulla materia. Tichavsky che è stato docente presso l’Università di Città del Messico e attualmente dirige l’istituto Comenius, Università privata riconosciuta dallo stato Messicano. Lo studioso ceco-messicano si estranea dalla metodologia omeopatica con approccio antropocentrico adottata fino a pochi anni fa in questo ambito, per proporre il metodo di similitudine metabolica, in grado di individuare con estrema precisione il simillimum omeopatico o rimedio costituzionale per ogni specie vegetale di interesse agrario, nonché per ogni agro-ecosistema.
Radko Tichavky sarà il docente chiamato dalla Scuola di Medicina Integrata di Palermo del corso di agro-omeopatia che si terrà in provincia di Palermo dal 24 al 26 novembre dalle 9 alle 18 presso l’agriturismo Case Varisco di Baucina (http://www.casevarisco.com/index.php/it) e verrà replicato in provincia di Catania dal 1° al 3 dicembre presso la fattoria didattica Agorà di Paternò. Il corso è limitato a 30 partecipanti e costa 200 euro oltre gli eventuali pernottamenti da concordare con l’azienda agrituristica ospitante.
Per info:
francescodilorenzo@hotmail.com Cell. 3295879967
giorgiociaccio@hotmail.it Cell. 328643636