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Acquacoltura offshore e rurale. I progetti pilota con il Feamp

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(di Luigi Noto) Sette milioni di euro e quattro misure del Feamp, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, da investire per lo sviluppo dell’acquacoltura in Sicilia. Si tratta di una iniziativa “a titolarità”, in cioè è la Regione è titolare degli investimenti e delle attività di ricerca e innovazione diretti al miglioramento della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e della sicurezza alimentare. E riguarderà non solo l’acquacoltura in mare (offshore), ma anche l’acquacoltura rurale.

Ma per realizzare i progetti ci vogliono dei “compagni di viaggio” che verranno individuati più in là dopo la pubblicazione della manifestazione d’interesse che sarà pubblicata nelle prossime settimane. Il Dipartimento della Pesca Mediterranea dell’Assessorato regionale all’Agricoltura selezionerà, infatti, i soggetti pubblici attuatori, dei partner scientifici e dei partner privati, le imprese acquicole che ospiteranno gli impianti pilota, con cui definire i protocolli e i modelli di produzione, quindi il knowhow da trasferire alle imprese.

Delle opportunità offerte dall’acquacoltura si è discusso nei giorni scorsi presso la sede del Parco delle Madonie insieme agli Assessori per l’Agricoltura Edy Bandiera e l’Ambiente Toto Cordaro e al dirigente generale del Dipartimento della Pesca Mediterranea, Dario Cartabellotta. «In una Sicilia ricca di biodiversità – ha affermato l’assessore Bandiera – queste misure non possono che trovare terreno fertile per l’animazione del territorio, legato anche agli aspetti economici, occupazionali e turistico ricreativi che per molte aziende agricole potranno rappresentare una importante integrazione al reddito».

L’Italia importa 4 miliardi di euro di pesce da acquacoltura a fronte della Sicilia che ne fattura 12 milioni. «Questo testimonia – ha proseguito Bandiera – che c’è una inesplorata potenziale opportunità per la quale occorre mettere in campo, oltre ai finanziamenti, tutto il capitale umano e le conoscenze necessarie a supporto di chi deve cimentarsi e scommettere su iniziative come questa che rappresentano una straordinaria possibilità di incremento del reddito degli agricoltori».

«L’obiettivo di questa iniziativa a titolarità della Regione finanziata con i fondi del Feamp – ha spiegato Dario Cartabellotta – è quello di costruire opportunità per le imprese rurali che vorranno intraprendere un allevamento di pesce nelle aree interne, che rappresentano potenziali siti per insediare start up e sviluppare una economia legata anche agli aspetti turistici mediante un acquacoltura sostenibile».

«Per facilitare non soltanto gli iter amministrativi ed eliminare tutti quei passaggi che possono creare lungaggini burocratiche e incertezza per beneficiari e potenziali investitori – ha ricordato l’assessore Cordaro – con l’assessore Bandiera ho di recente siglato un protocollo d’intesa al fine di evitare situazioni di distonia tra coloro che vogliono investire e creare impresa con le certificazioni di carattere autorizzativo che sono in capo all’Assessorato Territorio e Ambiente».